Francia: 2 mesi dopo Charlie Hebdo si divide sui soldi

(AGI) - Parigi, 20 mar. - Due mesi dopo l'attacco a CharlieHebdo, la tensione e' tornata nella redazione del settimanalesatirico francese, divisa sulla sorte dei quasi 30 milioni dieuro arrivati sulla scia del massacro. Undici giornalisti hannochiesto che tutti i dipendenti diventino azionisti alla paridel magazine, sostenendo che una divisione piu' equa permetteuna maggiore "trasparenza". "Tanto piu' ampio il controllo,tante piu' decisioni verranno prese collettivamente e questo e'meglio per ciascuno", ha affermato il giornalista LaurentLeger, seguito tra gli altri dall'editorialista PatrickPelloux. Attualmente, il 40% di Charlie Hebdo e' nelle mani

(AGI) - Parigi, 20 mar. - Due mesi dopo l'attacco a CharlieHebdo, la tensione e' tornata nella redazione del settimanalesatirico francese, divisa sulla sorte dei quasi 30 milioni dieuro arrivati sulla scia del massacro. Undici giornalisti hannochiesto che tutti i dipendenti diventino azionisti alla paridel magazine, sostenendo che una divisione piu' equa permetteuna maggiore "trasparenza". "Tanto piu' ampio il controllo,tante piu' decisioni verranno prese collettivamente e questo e'meglio per ciascuno", ha affermato il giornalista LaurentLeger, seguito tra gli altri dall'editorialista PatrickPelloux. Attualmente, il 40% di Charlie Hebdo e' nelle mani deifamiliari di Charb, l'ex direttore della rivista rimasto uccisoil 7 gennaio, un altro 40% e' del vignettista Riss, che si stariprendendo in ospedale dalle ferite riportate nell'attaco,mentre al manager Eric Portheault spetta il restante 20%. Prima dell'attacco terroristico, Charlie Hebdo navigava incattive acque, con sole 30mila copie vendute a settimana. Masulla scia dell'ondata emotiva provocata dal massacro, ilsettimanale e' stato inondato di donazioni, vendendo 7 milionidi copie del numero speciale realizzato a una settimanadall'assalto armato alla redazione. Un capitale milionario cheha suscitato divisioni. "Tutti questi soldi stanno facendo piu'male che bene", ha ammesso un avvocato che rappresenta ladirigenza. "Il nostro primo pensiero deve essere far uscire ilgiornale ogni mercoledi', poi abbiamo le questioni fiscali darisolvere, dal momento che le donazioni sono tassate al 60%",ha spiegato. Queste infatti "vanno alle famiglie dellevittime", mentre "gli utili delle vendite vanno nelle casse delmagazine e serviranno per creare una fondazione, in particolareper insegnare la liberta' di espressione nelle scuole". (AGI).