Le statue colpite dalla rabbia antirazzista

Da Oxford a Bristol, da Washington a Praga. Si moltiplicano gli episodi di rimozione di statue e simboli in nome dell'anti-razzismo. Le proteste scatenate dalla morte di George Floyd si sono allargate alla Storia, colpendo le opere di scalpellini e artisti che raffigurano personaggi controversi e che hanno avuto un ruolo attivo nella diffusione della schiavitù, delle repressioni, delle persecuzioni. 

Le statue colpite dalla rabbia antirazzista

A Londra rimosso Mulligan

A Londra il sindaco Sadiq Khan ha deciso di aderire alle proteste contro il razzismo eliminando dai luoghi pubblici le statue rappresentanti personaggi discussi della storia inglese. Come ad esempio quella del noto mercante di schiavi Robert Milligan, collocata davanti al Museum of London Docklands

Bristol affonda Colston

A Bristol, invece, il bersaglio della folla è stato il mercante di schiavi e filantropo Edward Colston. La sua statua è stata rimossa, imbrattata, legata e inabissata. Ma in Gran Bretagna c'è anche chi ha voluto prendersela con Winston Churchill, vandalizzando alcune sue riproduzioni marmoree in giro per il Paese

In Belgio le proteste sono state incanalate verso la figura dell'ex monarca, Leopoldo II, accusato per la sua gestione dell'impero coloniale in Africa e in particolare in Congo. Una statua a lui dedicata è stata rimossa da una piazza di Anversa, altre sono state vandalizzate

Dito puntato contro Rhodes

A Oxford migliaia di manifestanti si sono accaniti contro una statua di Cecil Rhodes, magnate minerario e politico colonizzatore, attivo soprattutto in Sudafrica nel XIX secolo, dal quale l'odierno Zimbabwe aveva opreso il nome di Rhodesia.

Sentinelli contro Montanelli

I Sentinelli di Milano, gruppo che si batte contro le discriminazioni razziste e omofobiche, vorrrebbe invece la rimozione della statua di Indro Montanelli posta nei Giardini a lui intitolati, già vanadalizzata anche in passato

Colombo decapitato

Già negli ultimi mesi molte associazioni americane si erano battute per la rimozione di tutti i simboli inerenti la vita e le opere di Cristoforo Colombo, un tempo osannato e festeggiato, oggi sempre più vessato e demolito. A Boston, ad esempio, ne hanno rimosso la testa, a Minneapolis, epicentro delle proteste, lo hanno abbattuto dal piedistallo. Un gesto che nei prossimi gesti potrebbe essere ripetuto ovunque.