Il football placca Trump. Giocatori in ginocchio a Wembley

Prosegue la rivolta degli sportivi contro il presidente dopo lo schiaffo delle star della pallacanestro

Il football placca Trump. Giocatori in ginocchio a Wembley

Dopo il basket, il football americano. Tra Donald Trump è il mondo dello sport è ormai guerra aperta. Dopo aver annullato l'invito alla Casa Bianca per i campioni dell'Nba, i Golden State Warriors, Trump ha infatti messo nel mirino il mondo professionistico della Nfl, reo di assecondare la nuova protesta nei suoi confronti lanciata da Colin Kaepernick, il giocatore che l'anno scorso per primo non aveva cantanto l'inno e si era inginocchiato per denunciare il trattamento degli afroamericani. "Se i tifosi dell'Nfl", ha twittato il presidente, "rifiutassero di andare alle partite finché i nostri giocatori non smettono di offendere la Patria e la bandiera, vedreste un rapido cambiamento. Licenziateli o sospendeteli". 

Il presidente ha annotato che l'affluenza negli stadi del football sta calando: "Certo le partite sono noiose ma molti stanno lontano perché amano il nostro Paese. La League dovrebbe sostenere gli Usa".Poche ore dopo la replica del mondo del football è arrivata da Wembley, a Londra, teatro di una delle sfide che, per motivi commerciali, vengono disputate in Europa. Prima della partita tra Jacksonville Jaguars e Baltimore Ravens, durante l'inno americano molti giocatori si sono inginocchiati e sono rimasti in silenzio per protesta contro il presidente Usa.

Anche i pochi giocatori che non si sono inginocchiati, al pari di dirigenti, tecnici e del patron dei Jaguars, Shad Khan, hanno messo le mani sulle spalle dei loro giocatori in segno di solidarietà. Appena terminata l'esecuzione di "Star Spangled Banner", i giocatori si sono rialzati durante l'esecuzione di "God Save the Queen".

Si inginocchia anche Stevie Wonder

La protesta si allarga anche al mondo dello spettacolo. Stevie Wonder ha interrotto un concerto sabato sera a New York per mettersi in ginocchio "per l'America" e per "il futuro del mondo". Sorretto dal figlio Kwame Wonder, Stevie Wonder si è chinato "su entrambe le ginocchia" al Central Park, prima di esibirsi al tradizionale Global Citizen Festival. "Mi metto in ginocchio per l'America", ha dichiarato la star non vedente, mentre si inginocchiava, "ma non solo su un ginocchio, su entrambe le ginocchia. Entrambe le ginocchia, in preghiera per il nostro pianeta, il nostro futuro, i nostri leader del mondo e del nostro globo. Amen". 



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