La liberaldemocratica francese Goulard si candida al dopo-Schulz

Per la corsa alla presidenza europea sono già scesi in campo due europarlamentari del Ppe, il francese Alain Lamassoure e l'irlandese Mairead McGuinness

La liberaldemocratica francese Goulard si candida al dopo-Schulz
Parlamento europeo Martin Schulz e Jean-Claude Juncker (afp) 

Bruxelles - La corsa alla successione di  Martin Schulz per la presidenza del Parlamento europeo entra nel vivo. Dopo i due europarlamentari del Ppe (gruppo da 216 europarlamentari), il francese Alain Lamassoure e l'irlandese Mairead McGuinness, la terza candidatura arriva dal gruppo dei Liberaldemocratici, il quarto per numero di componenti con 69 eurodeputati: è la francese Sylvie Goulard, nata Grassi a Marsiglia, 52 anni il mese prossimo, tre figlie. Goulard è uscita allo scoperto, presentandosi come poliglotta ed europeista, oltre che in grado di promuovere una più forte alleanza europea fra Francia, Germania ed Italia. Dopo un'esperienza nel gabinetto dell'ex presidente della Commissione europea Romano Prodi, qualche anno fa Goulard ha scritto con l'ex premier italiano Mario Monti un libro sulla Democrazia in Europa.

Antonio Tajani, che nel 2014 è stato il più votato dei vicepresidenti del Parlamento, non ha per ora confermato la sua intenzione, ma sono in molti a considerarlo uno dei possibili successori di Schulz. Il Ppe indicherà il candidato dopo una sorta di "primarie" in occasione della prossima sessione plenaria, a Strasburgo il mese prossimo. La scelta di una non-popolare come Sylvie Goulard avrebbe il pregio di essere accettabile anche dai Socialdemocratici, il secondo gruppo dell'Europarlamento con 189 deputati, che per bocca del capogruppo Gianni Pittella ha già annunciato di non considerare accettabile la nomina di un esponente del gruppo Ppe anche al Parlamento, visto che sono espressione della famiglia politica del centro destra sia il presidente della Commissione Jean-Claude Juncker che quello del Consiglio Europeo Donald Tusk. Per ora i socialisti non hanno indicato preferenze, lasciando intendere che si potrebbe arrivare a un accordo sulla successione "popolare" a Schulz a patto che al posto di Tusk venisse nominato un esponente del centro sinistra.

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