Lautenschlaeger, diseguaglianza alimenta euroscetticismo

La diseguaglianza economica in Europa "sta crescendo" e "l'aumento della diseguaglianza fornisce terreno fertile all'euroscetticismo"

Lautenschlaeger, diseguaglianza alimenta euroscetticismo
 Sabine Lautenschlaeger (Afp)

Roma - La diseguaglianza economica in Europa "sta crescendo" e "l'aumento della diseguaglianza fornisce terreno fertile all'euroscetticismo". Lo ha dichiarato il vice presidente del board di supervisione della Bce, Sabine Lautenschlaeger, intervenendo a una conferenza ad Amburgo.
"I partiti critici dell'Europa Unita stanno crescendo: pensate al Front National in Francia, al Partito della Libertà in Olanda, al Movimento Cinque Stelle in Italia e ad Alternative Fur Deutschland in Germania", ha sottolineato Lautenschlaeger, "non dobbiamo fare attenzione solo alla crescita ma anche alla distribuzione di ricchezza che essa genera". "Rispetto ad altre aree, i redditi e il possesso di beni in Europa hanno tradizionalmente teso ad essere distribuiti in maniera abbastanza equa ma, come in altri Paesi, l'ineguaglianza sta crescendo, ormai da decenni", ha proseguito il membro del board dell'Eurotower, "ci sono molti fattori dietro ciò: dalla crescita della disoccupazione al maggior numero di genitori single, dalla riduzione della spesa nell'educazione alla stabile deindustrializzazione". "La crescita delle diseguaglianze è un fenomeno complesso, alcune persone cercano quindi di spiegarlo in termini semplicistici riferendosi, ad esempio alla globalizzazione o all'integrazione europea", ha detto ancora Lautenschlaeger, "è in questo modo che abbiamo un legame tra la distribuzione della ricchezza alla critica dell'Europa e ci sono studi che mostrano una relazione: l'aumento delle diseguaglianze fornisce terreno fertile all'euroscetticismo; per tutte queste ragioni non dobbiamo concentrarci solo sulla crescita nei nostri dibattiti, la distribuzione dei suoi benefici deve essere sempre tenuta a mente".
Lautenschlaeger ha quindi ripetuto la consueta esortazione del presidente della Bce, Mario Draghi, alle istituzioni di governo nazionali e comunitarie perchè procedano a passo piu' spedito con le riforme strutturali: "La politica monetaria accomodante può rimettere il paziente in piedi ma da sola non può garantire che possa fare di nuovo lunghe passeggiate". "La politica monetaria da sola non può creare crescita sostenibile", ha concluso, "sono necessarie altre cose; solide strutture economiche sono le fondamenta della crescita di lungo termine; le riforme sono la cura giusta". (AGI)
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