Figlio Erdogan indagato a Bologna "Italia pensi alla mafia"

Il presidente turco furioso con i giudici, a rischio rapporti tra Roma e Ankara. Duro attacco a Ue e Mogherini, "nessuno è venuto qui". Disciolto Mit, controspionaggio diviso da 007 estero

Figlio Erdogan indagato a Bologna "Italia pensi alla mafia"
 Tayyip Erdogan

Ankara -  I giudici italiani "che si occupino della mafia, e non di mio figlio": con queste parole il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, se la prende con i giudici italiani che hanno aperto un'inchiesta nei confronti del figlio, Bilal. E mette in guardia che la vicenda giudiziaria potrebbe "mettere a rischio i rapporti con l'Italia. 
Intervistato da Rai News 24, il presidente turco ha ricordato che il figlio, "se tornasse in Italia potrebbe essere arrestato, perché c'e' un'inchiesta aperta nei suoi confronti". "Perche'? Non c'è una risposta. E quando tu chiedi perchè non ti rispondono. Mio figlio dovrebbe tornare a Bologna per terminare il dottorato. In quella città mi chiamano dittatore e fanno cortei per il Pkk. Perché non intervengono? E' questo lo stato di diritto? La sua vicenda potrebbe mettere in difficoltà persino le nostre relazioni con l'Italia. Mio figlio è un uomo brillante e viene accusato di riciclaggio di denaro. Che si occupino di mafia in Italia e non di mio figlio".

La rete di Fetullah Gulen, l'ideologo islamista, ritenuto da Ankara all'origine del tentato golpe del 15 luglio scorso, somiglia alla Loggia P2. "Questa organizzazione somiglia alla vostra Loggia P2, e' proprio un'entita' criminale", ha detto il presidente turco. "Un'organizzazione che si autodefinisce religiosa". Questa settimana o la prossima verrà in visita il presidente del Consiglio d'Europa e gli spiegherò che questa organizzazione è peggio della mafia". 

Il presidente turco non ha risparmiato nemmeno l'Unione Europea e durante l'intervista ha fatto un attacco diretto al capo della diplomazia, Federica Mogherini, per come hanno reagito al golpe in Turchia. "In Turchia c'è stato un golpe contro la democrazia che ha fatto 238 martiri e nessuno è venuto qui", ha detto il presidente turco. "E Mogherini - ha aggiunto - non avrebbe dovuto parlare da fuori: 'Mogherini prima di tutto - ha detto idealmente rivolto alla diplomatica italiana - saresti dovuta venire in Turchia'". "Se viene bombardato il Parlamento italiano che cosa succede? La Mogherini, che è italiana, come reagisce? Dice che hanno fatto bene, che è preoccupata dai processi che ne deriverebbero? Ora vi chiedo una cosa: l'Occidente è dalla parte della democrazia o del golpe?". Erdogan ha parlato in un'intevista esclusiva a Rai News 24.

A quasi 3 settimane dal fallito golpe del 15 luglio in Turchia il governo si appresta a modificare radicalmente l'attuale configurazione dei servizi segreti (Mit) finora gestiti dai militari e struttura unica che si occupava sia del controspionaggio esterno che delle operazioni all'estero. In futuro il Mit sarà disciolto e di fatto diviso in due - come in ogni Paese, in Italia 'Aisi' e 'Aise' - con competenze divise: ad una struttura la sicurezza interna e all'altra quella esterna. Lo ha annunciato il vice premier Numan Kurtulmus spiegato che la ristrutturazione dell'intelligence "e' in agenda". La decisione segue l'irritazione del presidente Recep Tayyip Erdogan contro i vertici del Mit che non sono stati in grado di avvisarlo in tempo del golpe. Il controspionaggio sarà gestito prevalentemente dalla polizia e dalla gendarmeria (forza simile ai Carabinieri italiani) che riferiranno non piu' al ministero della Difesa ma a quello dell'Interno L'intelligence esterna (lo spionaggio) riferira' invece direttamente alla presidenza della repubblica da cui dipendera' anche una struttura di coordinamento (ruolo che nel nostro Paese spetta al Dis) tra le due intelligence oltre che ad effettuare proprie azioni di analisi.

Intanto il governo calcola il peso economico del fallito golpe che potrebbe costare alla Turchia fino a 100 miliardi di euro. Questa la stima del ministro del Commercio Bulent Tufenkci al quotidiano Hurriyet, cui ha comunque garantito che i fondamentali dell'economia di Ankara restano solidi "I golpisti hanno fatto sembrare la Turchia un Paese del terzo mondo", ha sostenuto il ministro perche' "gli investitori internazionali non verranno piu' in Turchia dopo le immagini dei carri armati nelle strade ed il Parlamento bombardato" I danni maggiori li ha subiti il turismo, gia' messo in difficolta' prima del golpe quando gli arrivi erano calati a giugno del 40%. Ora nell'immediato la situazione peggiorera' perche' sono stati richiamati in servizio ed hanno dovuto sospendere le ferie centinaia di migliaia di dipendenti pubblici: "Questo ha portato alla cancellazione di 1 milione di prenotazioni", ha riferito il ministro che pero' conta sul ritorno dei turisti russi dopo il riavvicinamento tra Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan. (AGI)