All'Eliseo arriva anche Brigitte. E non resterà in seconda fila

Nessuna legge formalizza il ruolo della Premiere Dame, ma l'intenzione del Presidente è di cambiare le cose

All'Eliseo arriva anche Brigitte. E non resterà in seconda fila

Cosa farà Brigitte Trogneux coniugata Macron ora che è chiamata a vestire i panni di Premiere Dame, nelle stanze in cui, per citare solo una delle più recenti, ha vissuto l'italiana Carla Bruni? E' verosimile che conservi il ruolo che ha avuto nel corso della campagna elettorale. Sempre in prima fila in tutti i comizi del marito Emmanuel, come ricorda l'Huffington Post, non ha disdegnato di apparire sulle prime pagine delle riviste o di parlare davanti ai media.

La sfida di creare un ruolo: quello della Premiere Dame
All'Eliseo arriva anche Brigitte. E non resterà in seconda fila
 Emmanuel e Brigitte Macron

Un abito che suo marito intende cucirle addosso, mettendo a tacere quella che definisce "l'ipocrisia francese". "È necessario che la persona che vive con noi abbia un ruolo, e che questo ruolo le venga riconosciuto", ha spiegato a TF1 a dicembre, ricordando che in Francia non esiste uno status ufficiale di "Premiere Dame", a differenza degli Stati Uniti. "Spero che venga definito un quadro specifico e chiederò di condurre dei lavori su questo tema".

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Brigitte piace ai francesi, ma senza un ruolo formale

Ma il ruolo della Premiere Dame non è netto come quello della first lady statunitense. Nel maggio del 2016, solo il 31% dei francesi era a favore della creazione di uno status ufficiale, secondo l'Ifop. A oggi, il ruolo del coniuge del Capo di Stato non è menzionato in nessun testo. Non compare neanche nel decreto che regola il protocollo per le cerimonie pubbliche.
All'Eliseo arriva anche Brigitte. E non resterà in seconda fila
 Brigitte Macron con le figlie Tiphaine Auziere e Laurence Auziere-Jourdan (Afp)
Il "posto d'onore", riservato alle first lady da decenni nelle varie occasioni, rientra in una "tradizione immutata di cortesia repubblicana", scriveva il governo nel 2006. Al di là dello status, sono le attività della "première dame", e il loro finanziamento, a suscitare dubbi. Senza autonomia giuridica, il coniuge vede le sue attività rientrare nei conti della presidenza, e questo solleva inevitabili polemiche.
 

Il modello Michelle Obama

Ma questa "zona grigia" non riguarda solo la Francia. Nel Regno Unito, in Spagna e in Italia, i coniugi del capo di Stato non hanno uno status giuridico ufficiale. Di fatto, il loro ruolo varia a seconda del grado di coinvolgimento e della personalità.

All'Eliseo arriva anche Brigitte. E non resterà in seconda fila
Brigitte ed Emmanuel Macron  (Afp)

First coniugi discreti e invadenti

  • Cherie Blair - Dal 1997 al 2007, da moglie del primo ministro britannico Tony, si è fatta notare per le sue numerose prese di posizione. A volte poco ortodosse.
  • Joachim Sauer - Marito di angela Merkel, è noto per la sua discrezione. Dal 2005, e dall'ascesa al potere di sua moglie Angela Merkel, evita tutte le cerimonie ufficiali, protegge la sua vita privata e non rilascia interviste. 
  • Michelle Obama - E' stata l'esempio perfetto di quelli che sono gli obblighi previsti da protocollo della Casa Bianca. Il coniuge del capo di Stato deve mettere da parte la propria attività professionale per dedicarsi completamente alla nuova funzione. tra le campagne guidate da Michelle ci sono state la lotta contro l'obesità e per l'uguaglianza tra donne e uomini. 
  • Valérie Trierweiler - Durante il quinquennio di Francois Hollande ha generato confusione il suo ruolo. La relazione con il presidente venne alla luce nel 2010, ma naufragò nel 2014 dopo le voci della relazione di Hollande con l'attrice Julie Gayet.

Per Brigitte Macron la situazione è chiara: "sarà un tutt'uno con lui" scrive Alix Bouilhaguet, autrice del libro "Le Couloir de Madame", che parla dei coniugi dei candidati. E come lascia intendere la sua vita professionale, Brigitte vuole svolgere un ruolo chiave nel campo dell'istruzione. Ma non solo. Intende anche impegnarsi su altri fronti come "la cultura, la condizione femminile o quella dei disabili".