Regeni, la famiglia "arrestato al Cairo nostro consulente"

L'uomo è a capo di una ong che documenta le sparizioni forzate. Ieri 270 persone fermate nella capitale egiziana

Regeni, la famiglia "arrestato al Cairo nostro consulente"
Paola Regeni (agf) 

Roma - Nuove ore di angoscia per i familiari di Giulio Regeni a causa dell'arresto, in Egitto, di un loro consulente. Si tratta di Ahmed Abdallah, capo della Commissione egiziana per i diritti e liberta', organizzazione egiziana che documenta le sparizioni forzate nel Paese, fermato al Cairo.

"La famiglia Regeni - si legge nella nota diffusa dal legale dei familiari dei ricercatore friulano, Alessandra Ballerini - esprime preoccupazione per la recente ondata di arresti in Egitto ai danni di attivisti per i diritti umani, avvocati e giornalisti anche direttamente coinvolti nella ricerca della verita' circa il sequestro, le torture e l'uccisione del figlio Giulio. Particolare angoscia - continua la nota - suscita l'arresto del dott. Ahmed Abdallah, presidente del consiglio d'amministrazione della Commissione egiziana per i diritti e le liberta', (ECRF) ong che sta offrendo attivita' di consulenza per i legali della famiglia Regeni".

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Secondo il sito internet egiziano "Aswat Masriya", Ahmed Abdallah rimarra' in carcere per almeno altre 24 ore, ma rischia la pena di morte per partecipazione a un gruppo terroristico. Sono stati invece rilasciati diversi reporter stranieri che erano stati arrestati lunedi' durante le manifestazioni.

Abdallah e' stato fermato di mattina nella sua casa a Heliopolis, nell'area metropolitana del Cairo, nell'ambito del giro di vite della sicurezza egiziana in vista della protesta contro la "svendita" delle isole del Mar Rosso Tiran e Sanifr all'Arabia Saudita, tenuta inoccasione dell'anniversario della liberazione del Sinai dalle forze militari israeliane nel 1982. E' accusato, tra l'altro, di adesione a un gruppo terroristico e di incitamento alla violenza per costringere il presidente della Repubblica, Abdel Fatah al Sisi, a lasciare il potere: queste accuse potrebbero costargli anni di carcere e perfino la pena di morte.  

Le persone fermate ieri sono in totale 270, come reso noto da fonti del ministero dell'Interno al sito "Aswat Masriya". Circa 120 manifestanti, secondo le fonti, sono stati arrestati nelle strade e nei bar dell'area di al Dokki, il quartiere dove risiedeva Giulio Regeni. Altri 150, invece, sarebbero stati arrestati nel centro del Cairo. Non e' ancora chiaro quante persone siano state rilasciate e quante siano ancora in stato di detenzione. Intanto Amnesty ha condannato duramente gli arresti arbitrari: la ong con sede a Londra ha esortato le autorita' egiziane a rispettare le liberta' di riunione di parola, invitando a rilasciare tutti i detenuti.( AGI)