Perché i piloti italiani (e non solo loro) non vogliono volare sul Cairo

Un allarme terrorismo lanciato dalla Gran Bretagna ha gettato nel caos il traffico aereo verso l'Egitto e fatto infuriare le autorità locali

Egitto allarme terrorismo aerei
MAHMUD HAMS / AFP
Il Cairo

E' ancora l'allarme per la sicurezza del traffico aereo in Egitto, all'indomani della decisione di British Airways e Lufthansa di sospendere i voli verso Il Cairo per un "rischio terrorismo" segnalato dal Foreign Office. La compagnia tedesca ha rivisto la disposizione e ha ripreso i voli da Francoforte e Monaco verso la capitale egiziana, ma resta la preoccupazione.

In Italia, l'Associazione Nazionale Piloti, citando le due compagnie straniere, si è rivolta ad Alitalia e Enac per la sospensione immediata di "tutti i voli verso la capitale egiziana". Stessa posizione per il Codacons che ha chiesto ad Alitalia, che "opera numerosi voli a settimana dall'Italia per la capitale egiziana, di seguire l'esempio degli altri vettori aerei e sospendere momentaneamente i voli per Il Cairo, in via precauzionale e fino a che non sarà garantita l'assenza di rischi per i viaggiatori".

Intanto, dall'Egitto, il ministro per l'Aviazione Younis Al-Masry, dopo un incontro con l'ambasciatore britannico, Geoffrey Adams, ha espresso la sua costernazione per la decisione della compagnia aerea. Il rappresentante del Cairo, si legge in una nota rilanciata dalla Reuters, "ha espresso il suo dispiacere alla British Airways per la decisione presa unilateralmente riguardante la sicurezza degli aeroporti egiziani senza consultarsi con le autorità egiziane competenti". Adams si è scusato per non aver informato le autorità del Cairo prima che la decisione venisse presa e ha sottolineato che la sospensione dei voli non è legata alle misure di sicurezza in vigore negli scali egiziani.



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