Decreto fiscale: accordo vicino tra Salvini e Di Maio sullo stralcio dello scudo

Decreto fiscale: accordo vicino tra Salvini e Di Maio sullo stralcio dello scudo
Alessandro Serranò / AGF 
 Luigi Di Maio e Matteo Salvini

L'accordo tra M5s e Lega ancora non c'è ma l'ipotesi di compromesso che si sta accreditando è di stralciare dal decreto fiscale collegato alla manovra qualsiasi forma di scudo penale per i reati di riciclaggio e autoriciclaggio e la sanatoria per gli immobili e i conti correnti detenuti all'estero, ovvero la mini voluntary. Resterebbe tuttavia la non punibilità per i reati tributari prevista anche perché, altrimenti, nessuno sarebbe portato ad autodenunciarsi al Fisco rischiando poi una condanna. 

La pace fiscale, così come scritta, prevede una dichiarazione integrativa che già esiste e diventa 'speciale', estendendosi anche all'imposta sul valore degli immobili situati all'estero (Ivie) e all'imposta sul valore delle attività finanziarie detenute all'estero (Ivafe), tipiche della voluntary disclosure. Al comma 9 dell'articolo 9 si prevede la non punibilità per i reati tributari di dichiarazione infedele, omesso versamento di ritenute e omesso versamento Iva anche in connessione alle condotte connesse a riciclaggio o impiego di denaro o di proventi illeciti e quelle relative all'autoriciclaggio (fino alla data del 30 settembre 2019).

E questa è la parte della norma 'incriminata', che ha scatenato lo scontro nella maggioranza tra M5s e Lega portando il vicepremier, Luigi Di Maio, a dichiarare che il testo era stato manipolato. Secondo quanto si apprende da fonti di governo, non c'è ancora stata una reale discussione tra i due soci di maggioranza sul nuovo testo da concordare. Il Cdm non ha ancora avuto inizio. I due vicepremier, Matteo Salvini e Luigi Di Maio, sono entrambi a Palazzo Chigi da più di mezz'ora. Dopo il chiarimento tra i due ci sarà la discussione in Consiglio dei ministri.



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