Da Costantino a Modigliani, le cinque bufale più clamorose della storia

Utilizzano internet per arrivare ovunque, ma esistono dalla notte dei tempi

Da Costantino a Modigliani, le cinque bufale più clamorose della storia

Prendono piede velocemente, affascinano per la loro interpretazione insolita dei fatti e sono in grado di sabotare elezioni dirottando voti e portando alla vittoria candidati insospettabili: sono le fake news, o per dirla all’italiana, le bufale. Balzate agli onori della cronaca dopo la Brexit e dopo le presidenziali Usa - durante le quali sembrano aver avuto un ruolo decisivo nello screditare la candidata democratica Hillary Clinton -, le bufale rappresentano uno dei più grandi rompicapi  di giornalisti e analisti politici. Ma chi pensa che siano figlie dell’era di internet e dei social network sbaglia di grosso: esistono dalla notte dei tempi e la prima, colossale, bufala coinvolse addirittura Giulio Cesare. Dal perché del nome a quelle più clamorose, ecco tutte le curiosità sulle bufale.
  
Credulone come un bufalo

Sull’etimologia del termine si sono cimentati in molti, con le interpretazioni più disparate. Tuttavia secondo l’Accademia della Crusca, la parola deriva dall'espressione "menare per il naso come una bufala", ovvero portare a spasso l'interlocutore trascinandolo come si fa con i buoi e i bufali, per l'anello attaccato al naso. 
Diversa l’interpretazione del linguista italiano Giorgio De Rienzo, secondo cui la parola deriva dal dialetto romanesco, e sta ad indicare, in analogia all'animale, una "persona ottusa e rozza". 
Tra le altre spiegazioni meno accreditate c’è anche quella che collega la parola al termine "buffa" (folata o soffio di vento). In questo senso rappresenterebbe qualcosa che viene comunicato tramite un soffio di vento, perciò senza solide basi, sicuramente falso. 

Dalla donazione di Costantino a Modigliani, le cinque bufale più clamorose della storia

  • Donazione di Costantino: con tutta probabilità, la Donazione di Costantino è probabilmente uno dei più antichi falsi storici. Il testo fu composto durante l'Alto Medioevo allo scopo di giustificare il potere temporale del papato agli occhi dei regni occidentali. Il documento, datato 30 marzo 315, afferma di riprodurre un editto emesso dall'imperatore romano Costantino I. Con esso l'imperatore avrebbe attribuito al papa Silvestro I e ai suoi successori diverse concessioni. Nel 1440 l'umanista italiano Lorenzo Valla dimostrò in modo inequivocabile che la donazione era un falso.
  • I Protocolli dei Savi di Sion: i Protocolli dei Savi di Sion sono un falso documentale creato con l'intento di diffondere il disprezzo contro gli ebrei. Il testo fu pubblicato nei primi anni del XX secolo nella Russia imperiale dalla polizia segreta zarista (Okhrana), in forma di documento segreto attribuito a una fantomatica cospirazione ebraica e massonica il cui obiettivo sarebbe impadronirsi del mondo. Presentata come esposizione di un piano operativo rivolta dagli "anziani" ai "neofiti", descrive metodi per ottenere il dominio del mondo attraverso il controllo dei media e della finanza e la sostituzione dell'ordine sociale tradizionale con un nuovo sistema basato sulla manipolazione delle masse.Nei primi anni del 1900 l’opera viene riconosciuta falsa. 
  • Hégésippe Simon: è un fittizio uomo politico francese che, nel 1913, fu argomento di una burla intesa a ridicolizzare la classe politica, mettendone in luce la superficialità e la vanità. A più di cento esponenti politici francesi fu inviata per lettera la richiesta di fondi per la celebrazione del centenario della nascita di un tal Hégésippe Simon; la vicenda assunse toni grotteschi scatenando una gara tra i politici dell'epoca tra chi fosse maggiormente amico e affine al fantomatico precursore della democrazia in Francia
  • Uomo di Piltdown:  è una famosa beffa archeologica, che ebbe origine nel 1912 con la scoperta di resti ossei attribuiti a un ominide preistorico. Il ritrovamento consistette in alcuni frammenti di cranio e osso mandibolare, raccolti secondo gli scopritori in una cava di ghiaia nella zona di Piltdown, nell'East Sussex. All'ominide sconosciuto fu dato il nome scientifico di Eoanthropus dawsoni, dal nome dello scopritore Charles Dawson. Il ritrovamento della nuova specie fu oggetto di controversie che si risolsero solo nel 1953, quando il falso fu definitivamente smascherato e fu chiarito come, in realtà, i resti fossero il semplice frutto di una contraffazione, ottenuta combinando l'osso mandibolare di un orangutan con frammenti di cranio di un uomo moderno.
  • Le teste di Modigliani: nell'estate del 1984 in un canale di Livorno furono trovate tre teste scolpite, erroneamente attribuite da esperti d'arte ad Amedeo Modigliani. Gli autori della burla furono tre studenti universitari livornesi: Michele Ghelarducci, Pietro Luridiana e Pierfrancesco Ferrucci .