Il missile di Kim è più uno sgarbo alla Cina che una minaccia agli Usa

Il missile di Kim è più uno sgarbo alla Cina che una minaccia agli Usa

Nella notte tra sabato e domenica la Corea del Nord ha lanciato un missile balistico che secondo gli esperti citati dal Corriere ha una gittata di 4.500 km, un terzo in più del Musudan, il missile nordcoreano finora ritenuto più pericoloso. 

L'ennesima provocazione

L’ennesimo test proibito che rompe una sosta di qualche settimana. Ma mentre gli ultimi esperimenti nordcoreani erano falliti, questa volta il lancio sembra riuscito: il missile ha compiuto una traiettoria di 700-800 chilometri ed è piombato 30 minuti dopo in mare a circa 400 chilometri dalla costa del Giappone. Il ministero della Difesa di Tokyo ha rilevato che il vettore ha raggiunto un’altezza massima di 2 mila chilometri prima di cominciare la ricaduta. 

Ma non ancora una minaccia

Non si tratta tuttavia di "un missile balistico intercontinentale" fa sapere in un comunicato il Comando Usa nel Pacifico e il suo lancio "non ha rappresentato alcun tipo di minaccia per il Nord America", come riporta La Stampa

Usa e Russia su fronti opposti

Con un missile così vicino al territorio russo, aveva detto il presidente Usa Donald Trump subito dopo il lancio, "non credo che il presidente Putin possa essere contento". Ma da Mosca, come sottolinea Repubblica, la reazione è stata molto tiepida: l'ultimo missile balistico lanciato dalla Corea del Nord era a distanza considerevole dal territorio russo e non ha costituito alcuna minaccia per la Russia, afferma in un comunicato il ministero russo della Difesa. 

Uno sgarbo alla Cina

Soprattutto, però - evidenzia il Sole 24 Ore -  il lancio rappresenta un clamoroso sgarbo alla Cina, che sta ospitando oggi e domani a Pechino - presenti una trentina di leader mondiali - il supervertice economico sull’iniziativa infrastrutturale “One Belt One Road” per una nuova Via della Seta del ventunesimo secolo che sproni i commerci internazionali (presente anche il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni). Al summit partecipano delegazioni di un centinaio di Paesi, tra cui quella nordcoreana, alla quale un membro della delegazioni sudcoreana si è avvicinato esprimendo una “forte condanna” per il lancio missilistico.