Continua il pugno duro in Turchia, chiusi 130 media

Rimossi 88 diplomatici. Dal giorno del golpe sono stati congedati 1684 soldati

Continua il pugno duro in Turchia, chiusi 130 media
 Turchia manifestazione piazza

Istanbul - Il pugno duro del governo turco si abbatte non solo sui giornalisti (89 colpiti da ordine di arresto), ma anche su media e testate. In base a quanto riportato dal quotidiano Hurriyet sarebbero 130 i media chiusi perché accusati di far parte della struttura parallela del magnate e imam Fetullah Gulen, ritenuto la mente del tentato golpe di stato del 15 luglio. Nello specifico si tratta di 3 agenzie, 16 canali televisivi, 23 radio, 45 quotidiani, 15 riviste e 29 case editrici. Tra i quotidiani chiusi spiccano i nomi di Zaman e Taraf, il primo in particolare per anni è stato il quotidiano più letto nel Paese.

Come annunciato nei giorni scorsi, le 'purghe' del governo turco non hanno risparmiato i diplomatici. Il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu ha annunciato che sono stati rimossi 88 dipendenti del suo ministero. Lo riferiscono i media locali.

Un totale di 1684 soldati, di cui 149 tra generali e ammiragli, sono stati congedati dall'esercito turco in seguito al golpe. L'accusa per tutti è quella di avere legami con la organizzazione di Fetullah Gulen, magnate e ideologo islamico residente negli Usa, principale sospettato di essere la mente del colpo di stato. Il terremoto ha colpito in particolare l'esercito con il licenziamento di 87 generali e 256 ufficiali, silurati in seguito alla proclamazione dello stato di emergenza. Rivoluzione in corso anche per la Marina, dove 32 ammiragli, 59 ufficiali e 63 funzionari sono stati congedati, mentre in Aeronautica sono 30 generali, 314 funzionari e 117 ufficiali senza incarico hanno perso il posto. Il medesimo decreto porta sotto il controllo del ministero dell'Interno la gendarmeria e la guardia costiera. Altri due generali stanno dato le dimissioni questa mattina, appena prima che si riunisse il Consiglio Generale delle Forze di Terra. (AGI)