Cina: sciopero delle scarpe, 5000 lavoratori protestano a Donguang

(AGI) - Roma, 11 mar. - Circa cinquemila lavoratori hannoincrociato le braccia mercoledi', per il terzo giornoconsecutivo, in una fabbrica di scarpe di Donguang, nella Cinameridionale. Lo hanno riferito all'agenzia Reuters un operaio edue attivisti, spiegando che i manifestanti chiedono anni dimancato pagamento in sussidi per la casa. L'azienda, la StellaInternational Holding, ha tra i suoi committenti piu' notiGuess, Michael Kors, Prada e Burberry. "Vogliamo unaspiegazione. Perche' non ci hanno pagato in tutti questi anni?"chiede Liu Zai cui l'azienda deve otto anni d'indennita' per lacasa. Liu e i due attivisti

(AGI) - Roma, 11 mar. - Circa cinquemila lavoratori hannoincrociato le braccia mercoledi', per il terzo giornoconsecutivo, in una fabbrica di scarpe di Donguang, nella Cinameridionale. Lo hanno riferito all'agenzia Reuters un operaio edue attivisti, spiegando che i manifestanti chiedono anni dimancato pagamento in sussidi per la casa. L'azienda, la StellaInternational Holding, ha tra i suoi committenti piu' notiGuess, Michael Kors, Prada e Burberry. "Vogliamo unaspiegazione. Perche' non ci hanno pagato in tutti questi anni?"chiede Liu Zai cui l'azienda deve otto anni d'indennita' per lacasa. Liu e i due attivisti sostengono che mercoledi' mattinacirca 5000 lavoratori sono tornati a scioperare, alla maggiorparte di loro e' stato intimato di riprendere a lavorare, masenza successo. Per la portavoce della compagnia, invece, sonosolo un centinaio gli scioperanti. "Sono in corso i colloqui,ma quasi tutti i dipendenti sono tornati a lavoro". Undici annifa la compagnia vide migliaia di lavoratori scioperare perprotestare contro bassi stipendi, orari massacranti e scarsaqualita' del cibo. Quasi un anno fa, sempre a Dongguang, circa40mila impiegati della taiwanese Yue Yuan, che produce perAdidas e Nike, incrociarono le braccia, dando vita al piu'grande sciopero degli ultimi decenni. Secondo il gruppo di HongKong per la difesa dei diritti dei lavoratori, China LabourBulletin, nel 2014 il numero delle proteste operaie e' piu' cheraddoppiato, passando dai 656 casi del 2013 ai 1.378 delloscorso anno. Tra le cause principali il rallentamentodell'economia, l'aumento dei costi del lavoro e la diffusionedei social media che hanno contribuito a far maturare quasi unacoscienza di classe. Sulle condizioni di lavoro si e'pronunciato la scorsa settimana anche il premier Li Keqiang,che di fronte ai delegati riuniti per l'Assemblea Nazionale delPopolo, una sorta di Parlamento cinese, ha detto che "ilgoverno perfezionera' i meccanismi di supervisione per lagestione delle dispute sul lavoro, e fara' in modo che idiritti e gli interessi degli impiegati saranno protetti dallalegge". (AGI).