È il centenario della Rivoluzione d'Ottobre. Ma Mosca non lo festeggia

Dal 2005 il 7 novembre la Russia ricorda la partenza dei soldati sovietici verso il fronte per combattere l'invasione nazista

È il centenario della Rivoluzione d'Ottobre. Ma Mosca non lo festeggia

Nel giorno del centenario della rivoluzione d'Ottobre, Mosca ricorda con una parta militare sulla piazza Rossa non l'anniversario di quel 1917 che cambiò le sorti del mondo, bensì la marcia che volle Stalin nel cuore della capitale dell'Impero rosso, il 7 novembre del 1941, e in cui i soldati sovietici partirono verso la linea del fronte (a soli 30 km dalla città) per difendere Mosca dall'avanzata dell'esercito tedesco, durante la Seconda Guerra Mondiale. 

La parata di oggi è una ricostruzione storica di quello che avvenne 76 anni fa ed è animata soprattutto dai cadetti delle scuole militari; al suo termine i veterani del conflitto mondiale e i rappresentanti dell'amministrazione comunale saranno i protagonisti della solenne deposizione di corone di fiori presso la Tomba del Milite Ignoto nei Giardini di Alessandro, sotto le mura del Premio. 

È il centenario della Rivoluzione d'Ottobre. Ma Mosca non lo festeggia
La parata militare del 7 novembre

Il 7 novembre non è più festa nazionale dal 2005, quando è stato sostituito dal 4 novembre, dichiarato Festa dell'unità nazionale, in ricordo della cacciata dei polacchi da Mosca, nel 1612. "Anche se gli storici non confermano la realtà di tali eventi, la cosa importante era rimuovere l'aurea simbolica intorno alla ricorrenza", ha spiegato il direttore del Centro demoscopico Levada, Lev Gudkov, secondo il quale il presidente Vladimir Putin ha operato uno svuotamento di significato dell'anniversario della Rivoluzione d'ottobre, necessario per legittimare l'idea di potere in Russia "non piu' rivoluzionario e comunista, ma nazionalista e imperialista". 

È il centenario della Rivoluzione d'Ottobre. Ma Mosca non lo festeggia
 La manifestazione dei comunisti a Piazza della Rivoluzione

Nella narrativa ufficiale del Cremlino, non è più la Rivoluzione bolscevica la festa centrale del calendario laico, ma la vittoria sul nazismo, che si celebra il 9 maggio, con tutta la scia di polemiche sulla riabilitazione di Stalin - fautore di quella vittoria - che si porta dietro. 

Per i comunisti russi, che ancora festeggiano la "Grande rivoluzione socialista d'ottobre", oggi a Mosca si è tenuta nel pomeriggio una marcia a cui hanno partecipato delegazioni di partiti e organizzazioni di sinistra da 80 paesi del mondo, tra cui l'Italia. Marcia che si concluderà con un concerto in Piazza della Rivoluzione, a due passi dal Cremlino. 



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