Come Madrid potrebbe reagire a una secessione della Catalogna

Puigdemont pensa a una dichiarazione di indipendenza "progressiva". E Rajoy potrebbe replicare sospendendo l'autonomia della Generalitat

Come Madrid potrebbe reagire a una secessione della Catalogna

Il governo spagnolo è pronto a utilizzare qualsiasi mezzo per evitare l'addio della Catalogna da Madrid. Mentre il 'Parlament' catalano si appresta a una seduta nella quale il presidente della Generalitat potrebbe proclamare l'atto di indipendenza unilaterale della Catalogna, il messaggio che arriva dalle autorità centrali è netto: la separazione non sarà tollerata. "La Spagna non sarà divisa e l'unità nazionale sarà preservata. A questo fine, utilizzerò ogni strumento che ci mette a disposizione la legge. Spetta al governo prendere decisioni e farlo al momento giusto", ripete il primo ministro spagnolo, Mariano Rajoy intervistato dal quotidiano tedesco Die Welt. Ancora più chiaro il vice segretario alla Comunicazione dei Popolari, Pablo Casado, che ha invitato il presidente catalano, Carles Puigdemont a contattare un avvocato in quanto rischia fino a 25 anni di carcere.

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 Puigdemont durante l'ultimo comizio

La dichiarazione non sarà sottoposta al voto

Rajoy incassa poi il sostegno politico dei socialisti che si schierano apertamente per la soluzione legalitaria e fanno sapere che il Psoe "appoggera'" la risposta dello Stato spagnolo di fronte a una eventuale dichiarazione unilaterale di indipendenza da parte di Puigdemont che, secondo fonti secessioniste contattate dall'agenzia Efe, si appresta a una dichiarazione di indipendenza "progressiva". Secondo queste fonti, la dichiarazione non sarà sottoposta a un voto del 'Parlament', esprimerà la volonta' di dialogo con il governo nazionale e ribadirà la richiesta di trovare una mediazione. 

Le autorità centrali in Catalogna intanto iniziano a prendere le contromisure pratiche e relative all'ordine pubblico: in mattinata il Tribunale superiore di giustizia di Catalogna ha ordinato che a gestire la sicurezza e la vigilanza del palazzo di Giustizia deve essere la Polizia nazionale e non più i Mossos d'Esquadra, la polizia catalana, che fino a oggi si è occupata della custodia dell'edificio. 

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Una manifestazione indipendentista catalana

Madrid prepara le contromosse

A poche ore dall'atteso discorso di Puigdemont al 'Parlament' dunque, il governo studia le contromosse da mettere in campo per reagire alla eventuale rottura unilaterale dell'integrità territoriale. La risposta potrebbe combinare l'applicazione dell'articolo 155 (che di fatto sospende l'autonomia regionale) con misure straordinarie volte a portare sotto il suo rigidissimo controllo la regione. L'articolo 155, fino al momento brandito come minaccia ma mai esplicitamente evocato se non dagli esponenti di Ciudadanos, è una vera e propria 'arma nucleare' in mano all'esecutivo. Per attivarlo, Rajoy ha bisogno della maggioranza assoluta del Parlamento: in Senato il suo Partito Popolare ha i numeri, ma il primo ministro avrebbe bisogno di un consenso allargato: oltre a Ciudadanos, che invoca l'articolo 155 da giorni, anche quello del Psoe.

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 Unionisti in piazza a Barcellona

Dallo stato di allarme allo stato di assedio

Il governo inoltre potrebbe dichiarare, al massimo per 15 giorni, lo stato di allarme con il quale assumere il comando diretto di tutti i funzionari e le polizie autonomiche e locali. La proroga richiede l'autorizzazione del Congresso. Può anche essere limitato a una sola Comunità Autonoma e sarebbe la strada più vantaggiosa per il governo. Altra ipotesi è quella dello stato di emergenza, previsto quando risultano "gravemente alterati" l'esercizio dei diritti e delle libertà, il funzionamento delle istituzioni democratiche e l'ordine pubblico. E' quello che, secondo gli esperti, si attaglia meglio al braccio di ferro attuale. 

Lo stato di emergenza sospende i diritti fondamentali, permette fermi per 10 giorni, perquisizioni domiciliari, intercettazioni, vieta scioperi e manifestazioni, consente la chiusura di media senza autorizzazione giudiziaria. Richiede l'approvazione del Congresso con un voto a maggioranza semplice. Infine, in caso di "una insurrezione o un atto di forza contro la sovranità, indipendenza o integrità territoriale" della Spagna, è previsto lo stato di assedio, che alle limitazioni già previste dallo stato d'emergenza aggiunge la sospensione dei diritti del detenuto (compreso il diritto alla difesa) e l'istituzione di tribunali militari.



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