Quelli che prendono l'auto in car sharing ma non per spostarsi

In Giappone i noleggi costano talmente poco che la gente affitta la macchina per farci le cose più diverse. Ecco quali

car sharing giappone
TAKETO OISHI / YOMIURI / THE YOMIURI SHIMBUN

In Giappone noleggiare un’automobile in sharing per trenta minuti può arrivare a costare anche appena 400 yen, quindi poco più di tre euro. Un prezzo non solo basso ma anche competitivo rispetto a quello di altre attività della vita comune. Per esempio, se una persona avesse voglia di prendersi una pausa per schiacciare un pisolino in un posto isolato, affittare una camera d’albergo avrebbe i suoi costi, affittare una macchina è invece decisamente più conveniente. Non è un suggerimento ma proprio quello che le società di car sharing giapponesi hanno scoperto accadere quando i clienti prendono possesso del mezzo: niente, l’auto a quanto pare non si muove di un centimetro.

Secondo i sondaggi realizzati dalle stesse società, almeno un automobilista su otto noleggia la macchina per fare qualsiasi altra cosa che non sia guidarla per andare da un punto A ad un punto B. E per qualsiasi altra cosa intendiamo, come riportato dal quotidiano nipponico Asahi Shimbun, proprio le cose più stravaganti. C’è infatti chi affitta una macchina, come già detto, per una siesta, ma anche chi la utilizza come deposito bagagli se gli armadietti della stazione sono tutti occupati, c’è chi affitta auto solo per avere un posto tranquillo dove parlare con i propri familiari o svolgere una riunione di lavoro.

NTT Docomo, la più importante compagnia telefonica giapponese e dal 2018 inserita nel mercato del car sharing, racconta di aver scoperto, tramite un sondaggio tra i propri clienti, che molti affittano veicoli soltanto per guardare un po' di Tv, pranzare lontani dal capo ufficio e addirittura per delle mini sedute personali di karaoke (vera e propria mania da quelle parti) o anche per lezioni di inglese. “Ho noleggiato un’auto per mangiare un pasto pronto che avevo comprato al supermercato, dato che non trovavo nessun altro posto dove mangiare” ha detto un impiegato 31enne che vive nella prefettura di Saitama, vicino a Tokyo.

“Le persone hanno usato i nostri veicoli in modi che non ci aspettavamo” ammette un dipendente NTT Docomo. Un’altra società, la Orix, reagisce in maniera più severa alla scoperta e tramite un suo funzionario dichiara che “Gli automobilisti dovrebbero spegnere i loro motori quando non stanno guidando”, la preoccupazione deriva dal fatto che molte di queste attività non legate allo spostamento implicano comunque che il motore venga acceso creando inutili danni all’ambiente, così aggiunge “noi non raccomandiamo ai nostri clienti di noleggiare veicoli per scopi diversi dai viaggi”.

Secondo un sondaggio i giapponesi dormono poco, appena sei ore e 35 minuti a notte, 45 minuti in meno della media internazionale, quindi il motivo per cui ad un certo punto della giornata si sente il bisogno di prendersi una pausa per un po' di sano riposo lontani dalla frenesia del proprio ufficio, tutto sommato, potrebbe anche essere giustificato, anche se si decide di abbandonarsi ad un po' di pace dentro una macchina noleggiata ad hoc, ma karaoke e lezioni di inglese?

In realtà anche questo potrebbe avere una spiegazione vagamente plausibile e legata ad un mercato per attività da svolgere in solitudine che negli ultimi anni si è molto sviluppato. A rivelarlo qualche mese fa un articolo su The Guardian che ci dice che secondo l'Istituto nazionale di ricerca sulla popolazione e la sicurezza sociale in Giappone, entro il 2040, il 40% dei nuclei familiari sarà formato da single e il mercato si sta muovendo per loro fornendo una serie di servizi ad uso e consumo della categoria: dalle cabine karaoke per single ai ramen bar con tavoli per una sola persona e isolati dagli altri, fino anche a concepire intere piste da Bowling dedicate a chi vuole stare per i fatti propri.

E naturalmente il boom ottenuto dai Cybercafè, internet point dotati di veri e propri cunicoli per una persona dove i giapponesi amano spesso rifugiarsi. A questo punto, si potrebbe ipotizzare, come fa lo stesso The Guardian, che questo nuovo trend dell’affitto delle auto per non guidarle possa in qualche modo rientrare in questo nuovo modo tutto giapponese di guardare alla vita.   



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