Renzi, ora Ue riparta

Il premier alla vigilia del Consiglio europeo "voto referendum pesa come un macigno, serve reimpostare la strategia dell'Unione. l'Italia farà la sua parte"

Renzi, ora Ue riparta
Renzi

Roma - "Il voto in Gran Bretagna pesa come un macigno ma rafforza le ragioni per cui finora abbiamo criticato l'Europa dall'interno. E' il momento della responsabilita' e dell'equilibrio ma anche del futuro. La Ue ora si dedichi alle politiche sociali e alla crescita". A poche ore dal vertice di Berlino con Merkel e Hollande, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, interviene nelle Aule di Senato e Camera per informare il Parlamento in vista del Consiglio europeo di domani. "E' il momento della saggezza - ha sostenuto - ma anche della visione per il futuro, senza rinfacciarsi gli errori del passato".

Sul ruolo dell'Italia, ha sottolineato: "L'Italia va oggi a voce alta e a testa alta all'incontro con Francia e Germania. Vi e' una condivisione da parte di tutti, ma mettendo per un attimo da parte Le Pen o Farage, e' venuto il momento di far sentire insieme la voce dell'Italia. Mi riferisco all'Europa sociale, all'Europa della crescita che non puo' rimanere inerme davanti a quello che accade a livello internazionale". 

"E' il momento in cui l'Europa deve tornare a fare l'Europa - ha proseguito - per noi l'Europa e' la casa e noi non immaginiamo di andarcene da casa nostra. Ma sappiamo anche che cosi' com'e' questa casa non e' accogliente come in passato. Dobbiamo mettere al centro quei valori che la maggioranza ha messo al centro del dibattito europeo", ha aggiunto Renzi. "Dalle prossime ore l'Italia fara' tutto quello che puo' fare, a cominciare dal vertice di Berlino. Andremo al confronto con le idee che ci hanno caratterizzato in questi anni. Oggi l'Italia chiede a tutti" i paesi dell'Unione europea "questo senso di responsabilita' che mi auguro prevalga e rivolgo un appello a tutti quelli che non credono che i loro leader siano Farange o Le Pen di fare lo sforzo insieme".
"Mi rivolgo a tutti, ma in particolare a quei partiti che credono nelle grandi famiglie europee. Per la verita' tutti i membri di questo parlamento hanno un riferimento" in Europa, "dunque vi e' una condivisione da parte di tutti" sull'Europa, "ma mettendo da parte chi crede che il proprio leader sia Farange o Le Pen, e' arrivato il momento di provare a far sentire insieme la posizione dell'Italia al di la' delle divisioni". 

Dura la risposta del Movimento 5 Stelle. Quelle pronunciate da Renzi oggi, ha attaccato Alessandro Di Battista, sono "parole vuote. L'unica cosa che lei deve dire in Europa e' che occorre un reddito di cittadinanza". E ancora: "Siete totalmente distaccati dalla realta' - ha rincarato la dose riferendosi anche al risultato delle amministrative - altrimenti lei non potrebbe pronunciare la frase 'l'Europa parli meno di banche e piu' di valori'. Lei e' il rottamatore della vergogna e del senso del pudore". Di Battista ha preso di mira "i decreti approvati dal governo a favore delle banche" e "l'ipocrisia del governo: si dovrebbe mettere una tassa sull'ipocrisia, in Europa e soprattutto in questo Parlamento". Quindi, ha ribadito: "Basta con questa storia che noi siamo euroscettici. Noi ci vogliamo restare in Europa ma vogliamo un referendum sull'euro. In questa Europa noi ci ritroviamo ma non voi che avete tradito i suoi valori fondanti". 

Il capogruppo di FI alla Camera, Renato Brunetta, rivolgendosi al premier, ha indicato "una cosa da fare: la crescita, perche' non e' pensabile che in 8 anni di crisi la Germania ha accumulato un surplus insopportabile danneggiando tutti gli altri paesi dell'Ue: oggi al vertice di Berlino deve chiedere una cosa sola, che la Germania reflazioni".

Mentre al Senato, dove Renzi e' intervenuto prima di parlare a Montecitorio, Giulio Tremonti ha sostenuto che sul quadrante europeo la nuova Costituzione "non e' e non sara' affatto uno scudo protettivo, ma piuttosto un pericolo aggiuntivo". E poi, facendo riferimento al referendum sulla Brexit, ha osservato: "chi semina referendum non necessariamente raccoglie plebisciti. Quello dell'Inghilterra e' l'incidente del futuro; per fortuna, si e' verificato ancora prima che la Costituzione entrasse in funzione. Potremmo dire che non e' stata colpa di nessuno, ma, su questo, almeno per una volta, nell'interesse del paese, ascoltateci". . (AGI)