Il terremoto del "leave", Cameron lascia

Scozia e Nordirlanda votano 'remain', a rischio il Regno Unito. Il Premier "da ottobre servirà una nuova leadership" - Bruxelles, ora fuori in fretta

 

Il terremoto del "leave", Cameron lascia
 Brexit David David Cameron

Londra - La Gran Bretagna lascia l'Unione Europea. In una giornata che rimarrà nella storia, il referendum sulla Brexit ha segnato la vittoria di Leave per oltre 1,2 milioni di voti: 52% contro il 48% di Remain. Record l'affluenza, 72% dei cittadini. 

Il premier David Cameron ha annunciato le dimissioni: se ne andrà entro ottobre al massimo, quando il Congresso Tory darà un nuovo leader al partito e al governo. Il leader euroscettico Nigel Farage esulta, si augura che la Brexit porti a picco l'intera Ue e proclama l'Independence Day. L'ex sindaco di Londra, Boris Johnson, ha sostenuto lanciato la sua candidatura a Downing Street. Per gli italiani nel Regno Unito, la situazione "non cambia", ha fatto sapere l'ambasciata a Londra: Cameron ha precisato che non cambierà nell'immediato, almeno per i prossimi due anni. 

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Bruxelles è sotto choc, "sgomenta e incredula". E adesso si corre ai ripari: "è una situazione senza precedenti, ma restiamo uniti", assicurano i vertici istituzionali (Juncker, Schulz, Tusk e il premier olandese presidente di turno Ue, Rutte), al termine di una riunione di buon mattino a Bruxelles: un posto speciale del Regno Unito nell'Ue non sarà piu' possibile; e Bruxelles chiede anche a Londra di lasciare l'Ue "il prima possibile per non prolungare l'incertezza". Il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha scritto una lettera ai dipendenti dell'esecutivo comunitario dopo il referendum che ha decretato l'abbandono del Regno Unito dell'Ue.

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La lettera è rivolta soprattutto ai nazionali britannici impiegati nell'istituzione, complessivamente 1.126, pari al 3,8% del totale. "Secondo il regolamento del personale, voi siete 'ufficiali europei', avete svestito il cappello nazionale fuori della porta quando siete entrati in questa istituzione, una porta che non si chiuderà adesso", si legge. "Lavorerò, assieme ai presidenti delle altre istituzioni, per garantire che possiamo continuare a esprimere il vostro talento". Juncker assicura quindi di "essere pronto a fare tutto quanto nei miei poteri per aiutarvi in questo difficile processo". Questo vuol dire che "il nostro regolamento del personale verrà letto e applicato con spirito europeo". 

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Crollate le borse, tonfo della sterlina. L'agenzia di rating Moody's ha tagliato da 'stabile' a 'negativo' l'outlook del debito britannico. Ma gli effetti a catena non si contano: in Scozia, già si parla di un nuovo referendum sull'indipendenza. La premier Nicola Sturgeon, ha detto che l'opzione è "sul tappeto".
L'Unione Europea e il Regno Unito devono avviare una transizione morbida verso un nuovo regime di relazioni economiche. è l'appello del direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde. "Esortiamo le autorità di Regno Unito ed Europa a lavorare in maniera cooperativa per assicurare una transizione morbida verso una nuova relazione economica tra Gb e Ue, chiarificando inoltre le procedure e gli obiettivi generali che guideranno il processo", ha dichiarato Lagarde in una nota, "continueremo a monitorare gli sviluppi da vicino e siamo pronti a sostenere i nostri membri se necessario". Da parte sua, la Federal Reserve ha annunciato di essere pronta a immettere liquidità per compensare le pressioni che potrebbero arrivare sui mercati globali. "La Fed - si legge in una nota- è pronta a fornire liquidità in dollari alle altre banche centrali per far fronte, se necessario, alle pressioni sui mercati globali che potrebbero avere implicazioni negative per l'economia americana".

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Fanno sentire la loro voce gli euroscettici nei diversi Paesi europei: Marine Le Pen, in Francia, vuole la Frexit, Geert Wilders in Olanda chiede un referendum "Nexit", vogliono un referendum anche gli euroscettici svedesi. è un peccato che la Costituzione non consenta il referendum sui trattati internazionali, ha fatto notare il leghista Matteo Salvini. 

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Il voto è stato variegato con la delusione dei giovani, dei quali il 75% ha votato per il "remain". Inghilterra (eccetto Londra) e Galles schierati a maggioranza per l'uscita dall'Ue, mentre Londra, le altre grandi città, Scozia e Irlanda del Nord a favore della permanenza.
Merkel, che ha auspiscato un'analisi "fredda e composta" dell'accaduto, ha annunciato un vertice lunedi' a Berlino con Hollande, Renzi e Tusk. Già domani si riuniranno sempre a Berlino i capi delle diplomazia dei 6 Paesi fondatori dell'Ue (oltre a Italiana, Germania, Francia, Olanda, Belgio e Lussemburgo). 

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Con la Brexit cambierà molto. Per i britannici da subito: vacanze all'estero piu' care, piu' inflazione, forse cresceranno i tassi di interesse. Per gli italiani e i cittadini degli altri Paesi Ue che vivono in Gran Bretagna, sul breve periodo nulla, perchè ci vorranno almeno due anni per la formalizzazione dell'uscita del Regno Unito dall'Ue. Poi, pero', potrebbe esserci cambiamenti piccoli o grandi sulla base degli accordi che verranno rinegoziati con l'Unione. E non tutti saranno positivi.  (AGI)