A che punto è il negoziato sulla Brexit

Secondo le ultime bozze, anticipate dall'Agi, Londra dovrà prepararsi a un conto salato. Più diritti ai cittadini europei residenti nel Regno Unito.

A che punto è il negoziato sulla Brexit
 Brexit

Più diritti ai cittadini europei residenti nel Regno Unito, un conto più salato per Londra e la possibilità di avviare discussioni preliminari su un accordo ambizioso di libero scambio: sono queste, secondo quanto l'Agi è in grado di anticipare, le principali modifiche alla bozza di linee guida per i negoziati sulla Brexit discusse dagli sherpa dei leader dell'Unione Europea in vista del Vertice di sabato 29 aprile.

I capi di Stato e di governo sono chiamati ad adottare formalmente le linee guida presentate dal presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, all'inizio di aprile. Sui diritti dei cittadini europei residenti nel Regno Unito, rispetto al testo iniziale, la nuova bozza prevede "l'acquisizione della residenza permanente dopo un periodo continuativo di cinque anni di residenza legale. I cittadini dovrebbero essere in grado di esercitare i loro diritti attraverso procedure amministrative semplici". Sul conto che il Regno Unito deve pagare prima di lasciare l'Ue, la bozza prevede che l'accordo finanziario includa non solo gli impegni assunti nel bilancio pluriennale dell'Ue, ma anche nell'ambito della Banca Europea degli Investimenti, del Fondo Europeo di Sviluppo e della Banca Centrale Europea. L'accordo finanziario unico deve assicurare che sia l'Unione sia il Regno Unito rispettino gli obblighi risultanti dall'intero periodo di appartenenza del Regno Unito all'Unione", dice il testo.

Sulle future relazioni tra Ue e Regno Unito, la nuova bozza sottolinea che "il governo britannico ha indicato che non cercherà di rimanere nel Mercato Unico, ma vorrebbe perseguire un ambizioso accordo di libero scambio con l'Ue. Sulla base degli interessi dell'Unione - prosegue il testo - il Consiglio europeo è pronto a avviare il lavoro verso un accordo commerciale, da finalizzare e concludere una volta che il Regno Unito non sarà più uno Stato membro". In altre parole, i 27 sembrerebbero pronti a avviare discussioni preliminari con Londra su un accordo di libero scambio anche prima dell'uscita formale del Regno Unito dall'Ue.