Bin Laden, 'Geronimo' e la Bigelow, i film sul blitz

Bin Laden, 'Geronimo' e la Bigelow, i film sul blitz
Bin Laden (Afp) 

Roma - La caccia al terrorista piu' ricercato della storia, Osama bin Laden, si e' conclusa cinque anni fa con la sua uccisione in un raid americano in Pakistan. La verita' sull'azione dei Navy Seals non e' mai stata chiarita del tutto, il giornalista premio Pulitzer Seymour Hersh sostenne che la versione ufficiale fosse falsa, anche se il cinema e la tv l'hanno accettata e rappresentata in una dozzina di documentari e in due film. Le due pellicole cinematografiche, in particolare, sono piuttosto significative per le polemiche che hano suscitato. I due registi - John Stockwell e Kathryn Bigelow - si sono impegnati in una corsa a ostacoli per uscire per primi. L'ha spuntata Stockwell con 'Code Name Geronimo', arrivato nelle sale italiane l'8 novembre 2012 e distribuito da Koch Media dopo aver fatto il suo debutto quattro giorni prima negli Usa su National Geographic Channel e poi su Netflix. La regista premio Oscar per 'The hurt locker', invece, ha dovuto attendere ancora un mese per far uscire il suo film, 'Zero dark thirty', arrivato in sala negli Usa il 19 dicembre 2012. Entrambe le pellicole svelano i retroscena di quell'impresa: dall'individuazione del nascondiglio di bin Laden all'azione del corpo speciale terminata con l'uccisione del responsabile degli attentati dell'11 settembre. 'Code Name Geronimo' e' realizzato dai produttori di 'The Hurt Locker' che valse l'Oscar alla Bigelow, e' diretto da John Stockwell, regista di thriller e pellicole d'avventura per il cinema ('Turistas', 'Blue Crash', 'Trappola in fondo al mare') e di alcuni episodi di 'The L-Word' per la tv. "Una delle sfide piu' grandi di questo progetto era quella di riuscire a rimanere al passo con le ultime notizie - ha detto in un'intervista lo sceneggiatore Kendall Lampkin -. Sembrava che ogni giorno vi fossero nuove informazioni sull'evento che contraddicevano quelle dei giorni precedenti". In America 'Code Name Geronimo' e' uscito col titolo 'Seal Team Six: The Raid On Osama bin Laden', scatenando polemiche da parte dei repubblicani che accusarono il film di voler influenzare il voto per le presidenziale del novembre 2012. Anche per evitare queste accuse, 'Zero Dark Thirty' di Kathryn Bigelow arrivo' nelle sale solo a dicembre, quando Barack Obama era gia' stato rieletto.

Dal buio delle schermo escono come lame le voci delle vittime delle Torri Gemelle, il tragico 11 settembre 2001, i loro ultimi accorati appelli di aiuto prima della morte che entrano nella testa e nel cuore degli spettatori con inaudita violenza. Cosi' inizia la pellicola della Bigelow (5 nomination agli Oscar tra cui miglior film e miglior attrice, Jessica Chastain) che racconta l'uccisione di Bin Laden svelando retroscena veri e fino ad allora inediti. Tanti gli attori nel cast in cui si rinnovo' il sodalizio da Oscar tra la regista e lo sceneggiatore Mark Boal: oltre alla Chastain, Jason Clarke, Joel Edgerton a Jennifer Ehele, Mark Strong, Kyle Chandler ed Edgar Ramirez. Il titolo del film e' un'espressione del gergo militare Usa e indica 30 minuti dopo la mezzanotte, ossia cio' che accade nell'oscurita', in un orario in cui partono le azioni militari piu' rischiose, tra cui quella che ha portato all'uccisione del terrorista piu' ricercato della storia. Malgrado la prudenza, anche nel caso della pellicola della Bigelow non sono mancate le polemiche. Stavolta da parte della Cia che accuso' il film di aver calcato la mano sulle torture a cui sono stati sottoposti i prigionieri perche' rivelassero il nascondiglio di bin Laden. Nel film, infatti, vengono mostrate - con una certa remora, senza divagazioni voyeuristiche - le violenze inflitte ad un fiancheggiatore di al Qaeda per carpire informazioni e viene rivelato il vero motore dell'azione che ha condotto all'uccisione di bin Laden. Si tratta di una donna, l'agente della Cia Maya (una magistrale Jessica Chastain gia' vista in 'The Help' e 'The Tree Of Life'), che passa la sua vita alla ricerca del capo di al Qaeda e che intuisce il suo punto debole, il suo 'postino' pakistano. Maya rappresenta un personaggio reale, anche se il nome e' di fantasia. Una donna all'apparenza fragile che dimostra una tenacia senza pari che condurra' all'uccisione di bin Laden. (AGI)