Le banane sono in grave pericolo

In Colombia è emergenza nazionale. Tutto per colpa di un fungo, il Fusarium, che sta attaccando pesantemente le piantagioni

banane rischio estinzione
Luca Invernizzi Tettoni / Agf 
Banane

Le banane Cavendish stanno per essere sterminate. A giugno l'istituto di pesca e agricoltura della Colombia ha dichiarato un'emergenza nazionale e 170 ettari di piantagioni sono stati messi in quarantena. Una notizia che riguarda tutti i consumatori, anche quelli italiani, visto che le Cavendish sono esattamente le banane che poi finiscono nei supermercati di tutto il mondo, come scrive Quartz.

Una determinata qualità di prodotto scelta appositamente, oltre che per la facilità di coltivazione, anche perché particolarmente robusta e adatta al trasporto. Purtroppo le piantagioni di Cavendish sono state prese d’assalto dal fungo patogeno del Panama, conosciuto anche come fungo Fusarium. La particolarità di questo fungo è che è praticamente indistruttibile, già negli anni ’50 fece fuori un’altra qualità di banana, la Gros Michel.

Fusarium intacca la banana annerendola dall’interno e una volta che il terreno viene infettato non c’è modo di renderlo di nuovo coltivabile, o perlomeno tutte le future piantagioni sono a rischio, anche dopo parecchi decenni. Negli ultimi 30 anni il fungo ha causato il caos nelle piantagioni di banane situate nel sud-est asiatico, nel Medio Oriente e in Africa, ora è toccato alla Colombia, colpita in quello che è il suo terzo mercato di esportazione più importante.

Il problema nel caso della banana Cavendish è particolarmente grave dato che questa qualità si basa su un singolo clone genetico, producendo una monocoltura mondiale estremamente vulnerabile alle epidemie. Nel mondo esistono circa un migliaio di varietà di banana, non tutte però chiaramente sono adatte al commercio su larga scala o, semplicemente, buone come le Cavendish.

Così ora la palla passa in mano alla scienza che dovrebbe essere in grado di creare una nuova qualità studiata a tavolino, una sorta di “Cavendish 2.0”, utilizzando anche le sequenze del genoma del fungo in questione. Ma quali siano i tempi di questo genere di intervento, ne se è già stato programmato, non è dato saperlo.



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