Chi è Tarek El-Wazir, il nuovo incubo verde di Angela Merkel

Dopo l'ottimo risultato in Baviera, i Grünen potrebbero segnare un nuovo trionfo in Assia ai danni dei partiti della Grande Coalizione, che così potrebbe vacillare sul serio

germania Tarek ElWazir verde

Anche in Assia c’è un "uomo verde" che turba i sonni di Angela Merkel. Si chiama Tarek el-Wazir: è di padre yemenita e madre tedesca, ed è il candidato di punta dei Grünen nel Land centro-occidentale della Germania in cui si voterà oggi. El-Wazir è, a detta dei sondaggi, l’uomo politico più popolare della prospera regione in cui sorgono città come Wiesbaden e Francoforte. Una popolarità che potrebbe portare il partito ambientalista - già protagonista di un formidabile successo nelle elezioni bavaresi del 15 settembre - a replicare il trionfo.

Insomma, si tratta di un ulteriore appuntamento del destino per la Grosse Koalition tra Cdu e Spd che governa a Berlino: se il governatore cristiano-democratico Volker Bouffier dovesse perdere il posto, sarebbe un altro colpo duro per la cancelliera, che ormai tiene insieme i cocci del governo federale solo con grande difficoltà.

Modello Baviera

I sondaggi non aiutano: per il rilevamento reso noto la scorsa settimana dal secondo canale pubblico Zdf, sia la Cdu sia la Spd rischiano forti emorragie di voti, fermandosi rispettivamente al 26% e al 20. Gli unici a crescere vertiginosamente sono, ancora una volta, i Verdi. Che, piazzandosi al 22% dei consensi, conquisterebbero anche qui – come in Baviera – la palma di seconda forza politica del Land. Entrerebbe per la prima volta nel parlamento regionale l’ultradestra dell’Afd con il 12%, mentre la Linke e i liberali si fermerebbero ambedue all’8%.

La formazione di un governo a quel punto potrebbe rivelarsi molto difficoltosa: l’attuale maggioranza nero-verde (Cdu e Verdi) non avrebbe più i numeri per governare, idem una Grosse Koalition regionale con Cdu e Spd. Possibili, forse, una coalizione a tre cosiddetta “Giamaica” – ossia Cdu, Verdi e liberali dell’Fdp – oppure, addirittura, rosso-rosso-verde (Spd, Linke e Verdi), prospettiva che però notoriamente preoccupa moltissimo la cancelliera.

Troppe faide non aiutano il governo

In generale, a Berlino è opinione comune che se, come probabile, il partito di Merkel e i socialdemocratici subiranno un’altra batosta, sarà difficile che le tensioni intorno al futuro della Grosse Koalition non vedranno una nuova escalation, questa volta forse fatale.

Emblematico è stato il primo duello tv fra il governatore Bouffier e Thorsten Schaefer-Guembel, candidato di punta dei socialdemocratici, peraltro uno dei volti più popolari del partito anche a livello nazionale. Bouffier si è sforzato di dimostrare che in questo voto il vero tema “non è Berlino” e ha cercato di puntare sui temi regionali. Tutti quanti hanno incolpato proprio la politica nazionale per le cattive performance nei sondaggi, soprattutto per “l’eccesso di litigiosità nella GroKo”. Solo Tarek El-Wazir si è mostrato fiducioso: “Vi sarà un’altra spinta formidabile”, dichiara sorridente davanti alle telecamere.

La Spd spera di non crollare

Per quanto riguarda la Spd, dopo il tracollo in Baviera, la speranza è che, appunto, il partito che fu di Brandt e di Schmidt riesca a mantenersi sopra la soglia psicologica del 20%, fermando quello che finora è sembrato una sorta di declino inarrestabile.

E’ questo uno dei motivi per cui la parola d’ordine è di tenere le bocce ferme fino al voto in Assia: ne va del destino della leader del partito Andrea Nahles (ovviamente sotto pressione dopo il voto bavarese) ma anche quello della Grosse Koalition.

Se la Spd riuscisse a uscirne a testa alta, le molte voci nel partito di chi chiede di liberarsi da quello che considerano “l’abbraccio fatale” con Frau Merkel dovrebbero abbassarsi. Ovviamente vale il contrario nel caso di una nuova batosta.

L’uomo dei miracoli che non sono ancora avvenuti

L’uomo delle speranze è, appunto, Schaefer-Guembel. Quarantanove anni, è la terza volta che si candida a governatore nel suo Land. Richiesto perché questa volta dovrebbe farcela, risponde serafico: “Perché questa volta sono molto più preparato”. Di fatto, molti considerano lui il vincitore del duello tv con Bouffier, la settimana scorsa.

Non fosse per il terzo incomodo, Tarek El-Wazir: considerato un “Realo”, ossia un pragmatico, si occupa nel governo nero-verde dei temi dell’economia e del traffico ed è riuscito a evitare in larga parte i conflitti con l’alleato di governo. 

Un precedente interessante

C’è da dire che fu proprio in Assia che, nel lontano 1985, nacque il primo governo Cdu-Verdi della Germania. Ottimo curriculum per ritornare al governo. O addirittura per trovarsi nella posizione di porre condizioni agli altri partiti. In un contesto a cui in tutta la Germania – e anche nella Ue – si guarda con estremo interesse: se il voto confermerà quel che oggi dicono i sondaggi, con o senza Bouffier, avremmo un blocco “europeista” di oltre il 60%, con l’ultradestra populista dell’Afd ferma a guardare. E magari con un verde di nome Tarek a dare le carte.



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