Anche sacche di poverta' sono occasione di investimento

(AGI) - Roma, 22 giu. - L'Asia non e' solo sacche di ricchezza,ma e' soprattutto sacche di poverta'. Si apre cosi' la sessionepomeridiana della prima giornata del Workshop Eurasia, in corsooggi e domani a Roma, a Piazza di Pietra e organizzato daUnindustria, AGI , Regione Lazio e con il patrocinio delministero degli Esteri. A sottolineare i punti deboli dellaregione e' Saby Mitra, di Asian Development Bank che spiegacome la missione della banca sia proprio quella di liberarel'Asia dalla poverta'. "I due terzi dei poveri vive oggi inAsia, 1, 7 miliardi di

(AGI) - Roma, 22 giu. - L'Asia non e' solo sacche di ricchezza,ma e' soprattutto sacche di poverta'. Si apre cosi' la sessionepomeridiana della prima giornata del Workshop Eurasia, in corsooggi e domani a Roma, a Piazza di Pietra e organizzato daUnindustria, AGI , Regione Lazio e con il patrocinio delministero degli Esteri. A sottolineare i punti deboli dellaregione e' Saby Mitra, di Asian Development Bank che spiegacome la missione della banca sia proprio quella di liberarel'Asia dalla poverta'. "I due terzi dei poveri vive oggi inAsia, 1, 7 miliardi di persone vive con meno di due dollari algiorno, e 828 milioni di persone con meno di 1,25 dollari". Lalotta alla poverta' di Asian Bank passa attraversol'integrazione regionale, la crescita inclusiva e la crescitasostenibile per l'ambiente. "E' una sfida ma ancheun'opportunita'. Ed e' qui che si aprono margini diinvestimento anche per l'Europa. In base ai nostri calcoliabbiamo bisogno di vari miliardi all'anno. Oltre 730 miliardiper la precisione, da utilizzare nei settori dell'energia,trasporti, risorse idriche, urbanizzazione. Lo spazio dicooperazione c'e' per tutti i Paesi compresa l'Italia diIgnazio Visco, governatore dell'ADB per l'Italia". Dicooperazione - seppur di diversa tipologia - parla anche MarcoNicolini responsabile per l'area Asia dello studio legaleChiomenti, presente sul territorio cinese da tempo. "Con ilnostro lavoro aiutiamo le aziende cinesi che guardanoall'Europa e quelle europee che guardano alla Cina".L'impressione di Nicolini e' "rappresentano due facce dellastessa medaglia. Sono complementari. In Cina abbiamoconosciuto una moltitudine di soggetti con grande liquidita'.Al contempo in Italia la spina dorsale e' rappresentata dapiccole e medie imprese dal manifatturiero al design, allamoda, assolutamente attraenti per quei cinesi. Abbiamo dunquelavorato in questo senso, con una combinazione che lasciacontenti tutti". In termini di settori riscontriamo da partedei clienti orientali e dei fondi di investimenti un forteinteresse verso il food. Seguono le tecnologie industriali, larobotica, l'energia verde, nei cui settori sono molto diffusele partnership -. La pensa cosi' anche Zhu Zhemin, general manager Italia diGenertec che "in trent'anni di presenza sul territorioitaliano" ha "imparato a conoscere la realta' italiana comequella cinese. "Abbiamo cercato di aiutare le aziende, dallepiu' piccole alle piu' grandi, negli investimentisino-italiani. Negli anni 80, la prima fase, l'attivita' harappresentato per lo piu' un trasferimento di tecnologie. Nellaseconda fase, negli anni 90, sono partiti i primi investimenti,e la terza - dal 2001 in poi- coincide per lo piu' coninvestimenti bilaterali". Sempre maggiori gli investimenticinesi in Italia e all'estero. "L'Italia ha attratto moltissimiinvestitori stranieri grazie alla sua domanda sofisticata. Gliitaliani vedono gli investitori cinesi come aggressivi,vorrebbero concludere l'affare in modo veloce e con una forteliquidita'". (AGI).