Aids: con nuove cure evitati 7, 8 mln morti ma epidemia fa paura

(AGI) - Barcellona, 22 ott. - Con i nuovi farmaciantiretrovirali l'Aids e'diventata sempre piu' una malattiacurabile: in 14 anni si sono evitati 7,8 milioni di morti, manon basta: in molti paesi, non solo di Africa e Asia ma anchedell'Europa orientale, i casi di nuove infezioni tornano asalire, e globalmente l'epidemia e' tutt'altro che debellata. Afare il punto sono gli esperti riuniti alla 15ma European AidsConference a Barcellona, che hanno ribadito l'obiettivoprioritario del "90-90-90", ossia raggiungere il 90 per centodi pazienti diagnosticati, il 90 per cento di questi trattati eil 90

(AGI) - Barcellona, 22 ott. - Con i nuovi farmaciantiretrovirali l'Aids e'diventata sempre piu' una malattiacurabile: in 14 anni si sono evitati 7,8 milioni di morti, manon basta: in molti paesi, non solo di Africa e Asia ma anchedell'Europa orientale, i casi di nuove infezioni tornano asalire, e globalmente l'epidemia e' tutt'altro che debellata. Afare il punto sono gli esperti riuniti alla 15ma European AidsConference a Barcellona, che hanno ribadito l'obiettivoprioritario del "90-90-90", ossia raggiungere il 90 per centodi pazienti diagnosticati, il 90 per cento di questi trattati eil 90 per cento di quelli trattati con una carica viraleazzerata. Il tutto entro il 2020. "Se raggiungiamo questo obiettivo - ha spiegato l'inviatospeciale delle Nazioni Unite per l'Aids, Michel Kazatchkine -entro il 2030 potremmo assistere alla fine dell'epidemia". Manella stessa Europa le cose non vanno come dovrebbero:nell'Europa dell'est, ha avvertito Kazatchkine, "l'epidemiacontinua a crescere, a causa dei casi non diagnosticati e degliscarsi servizi di prevenzione, ed e' improbabile che la regioneriesca a raggiungere entro il 2020 l'obiettivo del 90-90-90".La riduzione dei fondi per la lotta all'Aids ha portato subitoa conseguenze drammatiche: in Romania, ha ricordato l'esperto,appena il Global Fund ha iniziato gradualmente a ridurre ifinanziamenti dopo l'ingresso di Bucarest nell'Unione Europea,i numeri delle nuove infezioni, che stavano riducendosi, sonotornati a schizzare verso l'alto in meno di due anni. L'Europaoccidentale ha numeri migliori, tanto che l'obiettivo del90-90-90 sembra a portata di mano, anche se, avverteKazatchkine, negli ultimi 10-15 anni sono tornate ad aumentarele infezioni tra gli omosessuali. La priorita'degli espertidunque e' la diagnosi precoce, considerando che nell'Europaorientale solo il 47 per cento delle persone con Hiv sa diessere malata (e in Russia appena il 12 per cento dei malati e'in terapia) soprattutto nelle categorie dove questa in moltipaesi e' meno praticata: tossicodipendenti, migranti,omosessuali, prostitute. Anche se i fondi mancano, ha ricordatocon preoccupazione lo stesso Kazatchkine: "in Europa orientalee centrale il Global Fund sta ritirando i finanziamenti per iprogrammi di supporto per Aids e Tubercolosi, perche' e' statodeciso di dirottarli tutti nei paesi in via di sviluppo,malgrado la situazione allarmante di queste regioni". Ilrisultato e' che l'epidemia di Aids forse non fa piu' notizia,ma torna a bussare anche alle porte dei paesi piu' sviluppati:"Se non invertiamo la rotta, e non raggiungiamo l'obiettivo90-90-90 - ha avvertito Matthias Egger dell'Universita' di Bonn- rischiamo di avere 28 milioni di nuovi casi di Hiv". (AGI).