Xi Jinping « figlio d'arte», sarà presidente della Cina

SHANGHAI. Dal nostro corrispondente
«Straordinariamente ambizioso. Pragmatico. Un autentico elitario». Un dispaccio inviato dall'ambasciata americana a Pechino, e svelato nei mesi scorsi da Wikileaks, descrive così il futuro presidente cinese, Xi Jinping.
Dai cablo statunitensi, il successore in pectore di Hu Jintao emerge anche come «un uomo generoso, leale e incorruttibile». Che, però, al pari di molti altri leader cinesi, è marchiato da un vizio d'origine: quello di essere un "principe rosso", cioè il discendente di uno dei grandi leader appartenenti alla Prima Generazione di comunisti cinesi (quella di Mao Tse-tung), e quindi un predestinato a scalare i gradini più alti della nomenklatura.
Cinquantasette anni, originario dello Shaanxi, due lauree conseguite alla prestigiosa Tsinghua University, sposato con una famosa cantante d'opera cinese, il futuro leader cinese è infatti un "figlio d'arte". Suo padre, Xi Zhongxun, fu un famoso e influente vice premier di ispirazione riformista, finito più volte in carcere durante la Rivoluzione culturale per le sue posizioni poco ortodosse, e poi "riabilitato" da Deng Xiaoping.
Nonostante i nobili natali, nella sua scalata verso il vertice del Partito, Xi ha dovuto comunque farsi le ossa in province "difficili" dell'Impero come l'Hebei (per il tasso di povertà) e il Fujian (per il tasso di corruzione). Dopo aver superato questi due banchi di prova, è stato nominato governatore del Zhejiang, una delle provincie più ricche.
Nella primavera 2007, ha ricevuto l'ultimo incarico "periferico" prima dell'investitura a futuro lider maximo sancita nell'ottobre dello stesso anno dal 17° Congresso del Pcc: segretario del Partito a Shanghai con il mandato di fare pulizia e mettere ordine dopo lo scandalo che l'anno prima aveva decimato la nomenklatura cittadina legata all'ex presidente Jiang Zemin.
Lo scorso autunno la sessione plenaria del Comitato centrale del Partito Comunista ha nominato Xi vicepresidente della Commissione militare. L'investitura del futuro leader cinese a numero due del potentissimo organo che controlla le forze armate rientra nel protocollo dei passaggi di potere al vertice della nomenklatura. Un protocollo che, salvo catastrofici imprevisti, si va snodando lungo le stesse tappe che, dieci anni fa, condussero Hu Jintao all'ingresso nel Sacro Soglio del Pcc.
È un percorso obbligato. Per una semplice ragione: la Cina del partito unico non ha regole scritte che disciplinano i trasferimenti istituzionali di potere. Eccetto una: a 68 anni i funzionari del Pcc devono dimettersi dalle loro cariche. Grazie a questa ferrea disposizione, nel dopo Deng i passaggi delle consegne tra generazioni sono sempre avvenuti in modo fluido e indolore.
Insomma, il copione è già scritto. Nell'autunno 2012, al 18° Congresso del Pcc, sette degli attuali nove membri del Comitato permanente del Politburo (tra cui Hu e il premier, Wen Jiabao) usciranno di scena per raggiunti limiti di età. Al loro posto entreranno sette "giovani sostituti", mentre Xi Jinping e Li Keqiang (quest'ultimo è il futuro primo ministro designato) saliranno al vertice della stanza dei bottoni.
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QUINTA GENERAZIONE



Xi Jinping
Il successore di Hu Jintao diventerà presidente nell'autunno 2012, al 18° Congresso del Partito comunista. Xi Jinping, 57 anni (nella foto in alto), è stato descritto dai dispacci di Wikileaks come un uomo ambizioso e pragmatico, ma anche «generoso, leale e incorruttibile». Il suo banco di prova sono state provincie difficili come Hebei e Fujian
Li Keqiang
L'attuale vicepremier, 55 anni (foto in basso), protégé di Hu Jintao,è considerato il primo ministro in pectore: dovrebbe prendere il posto di Wen Jiabao il prossimo anno. Fino al 2007 era considerato addirittura il candidato alla presidenza. Dal 1998 al 2004 Li è stato governatore della provincia di Henan, e poi capo del Partito comunista a Liaoning

06/03/2011