Xi, denuclearizzazione “obiettivo incrollabile”. Trump, “usare tutte le leve”

Xi, denuclearizzazione “obiettivo incrollabile”. Trump, “usare tutte le leve”
Afp
 Xi Jinping

di Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 29 nov. - La denculearizzazione della penisola coreana è "l'obiettivo incrollabile" della Cina. Lo ha dichiarato il presidente cinese, Xi Jinping, nel corso di una telefonata avuta con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, dopo l'ultimo test missilistico della Corea del Nord, che ha lanciato lo Hwasong-15, un missile che il regime di Kim jong-un ritiene essere in grado di raggiungere "l'intero territorio degli Stati Uniti". La Cina, ha poi dichiarato Xi, è pronta a unirsi agli Usa per spingere la questione nucleare verso una "risoluzione pacifica". Lo riferisce l'agenzia Xinhua. Trump ha invece chiesto a Xi di usare "tutte le leve disponibili" per fermare le provocazioni di Pyongyang.  Il lancio dello Hwasong-15 è stato accolto con toni meno duri che nel passato recente dalla Casa Bianca. "La gestiremo", ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.  "Le opzioni diplomatiche rimangono percorribili, per ora", ha detto il segretario di Stato Usa, Rex Tillerson. "Grave preoccupazione" è arrivata invece, da Pechino, che tramite il portavoce del Ministero degli Esteri, Geng Shuang, ha chiesto "cautela per mantenere la pace e la stabilità nella penisola coreana". Toni più decisi quelli del tabloid Global Times, che chiede una soluzione definitiva alla crisi della penisola coreana. "Ogni volta che una possibilità è perduta, è sempre più difficile trovare un'apertura per il futuro", scrive in un editoriale pubblicato on line il giornale diffuso dal Quotidiano del Popolo, organo di stampa del Partito Comunista Cinese. "Poiché Washington trova difficile risolvere la questione nucleare attraverso mezzi militari, dovrebbe decidersi a negoziare con Pyongyang".

Per arrivare al negoziato, un'ipotesi presa in considerazione anche dallo stesso Trump durante il suo viaggio in Asia nella prima metà di novembre, occorrerà, però, "un maggiore coinvolgimento di Pechino" nella risoluzione della crisi, secondo Moon e Abe che hanno avuto un colloquio telefonico di circa venti minuti sull'ultimo lancio di Pyongyang nel pomeriggio di oggi. Moon, che il mese prossimo ha in agenda un incontro a Pechino con il presidente cinese, Xi Jinping, ha chiesto alla Cina di adoperarsi maggiormente per risolvere la crisi della penisola coreana.

La Corea del Nord ha rivendicato con successo il lancio del primo Hwasong-15, il missile balistico intercontinentale (Icbm) di nuovo tipo che, nelle parole del leader nord-coreano, Kim Jong-un, completa i piani di sviluppo nucleare e missilistico di Pyongyang, e che è in grado di raggiungere l'intero territorio statunitense, con una gittata di tredicimila chilometri. Lo Hwasong-15 è il missile "più avanzato finora" a disposizione del regime di Kim: il lancio è avvenuto nelle primissime ore del mattino di oggi e l'Icbm lanciato da una località a nord di Pyongyang, Pyongsong, ha raggiunto un altezza superiore a quella dei precedenti test missilistici, prima di immergersi nel Mare del Giappone. Sia il Giappone che la Corea del Sud hanno convocato il Consiglio di Sicurezza Nazionale, subito dopo la diffusione della notizia del lancio, e i leader di entrambi i Paesi, il presidente sud-coreano Moon Jae-In e il primo ministro giapponese, Shinzo Abe, hanno parlato con il presidente Usa per condannare l'ultima provocazione missilistica di Pyongyang e per confermare l'impegno a mantenere a livelli massimi la pressione nei confronti della Corea del Nord.

Il lancio di oggi interrompe una pausa nei test missilistici e nucleari di Pyongyang durata 75 giorni. L'ultimo test di un missile balistico a raggio intermedio risaliva al 15 settembre scorso, quando per la seconda volta in poche settimane un vettore nord-coreano sorvolava lo spazio aereo dell'isola giapponese di Hokkaido, facendo scattare le sirene di allarme. Da allora, Kim era tornato a mostrarsi in pubblico, spesso in visite di ispezione a imprese, in cui aveva sottolineato nei discorsi al personale l'importanza dell'auto-sostentamento dell'economia, piegata dalle sanzioni internazionali. L'attenzione sulla produzione industriale non aveva convinto gli analisti nè gli uomini dell'intelligence militare di Seul, che già da settembre scorso avevano lanciato diversi allarmi sulla possibilità di nuovi lanci di missili o di nuovi test nucleari, dopo quello del 3 settembre scorso, il più potente mai condotto da Pyongyang. Dopo il test di oggi, l'intelligence militare di Seul ha di nuovo ribadito, in un briefing al parlamento, che il regime di Kim potrebbe tornare presto a compiere un nuovo test nucleare.

L'ultima provocazione di Pyongyang rappresenta alcuni fattori di novità, a cominciare dal missile utilizzato, di un nuovo tipo, e l'orario in cui è stato compiuto il lancio nelle primissime ore di oggi, secondo il fuso locale. Anche il luogo da cui è stato lanciato, vicino a Pyongyang rappresenta una novità importante, che dimostra che il regime è in grado di lanciare da ovunque e in qualsiasi orario. Anche l'altezza raggiunta è una novità, segnalata sia dallo stesso presidente sud-coreano, Moon Jae-in, nella mattina di oggi, sia dal segretario alla Difesa di Washington, James Mattis, prima dell'annuncio con cui Pyongyang rivendicava il successo del test. L'altezza raggiunta, 4475 chilometri secondo i calcoli di Pyongyang, è oltre dieci volte superiore a quella della stazione spaziale internazionale, che si trova a 408 chilometri dalla Terra. 

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29 NOVEMBRE 2017

 

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