Xi ai partiti internazionali, “non esporteremo il modello cinese”

Xi ai partiti internazionali, “non esporteremo il modello cinese”
Afp
Xi Jinping

di Eugenio Buzzetti



Xi ai partiti internazionali, "non esporteremo il modello cinese"

 

Pechino, 1 dic. - Il Partito Comunista Cinese non importerà modelli stranieri di sviluppo, né esporterà il modello cinese. Lo ha dichiarato il presidente cinese, Xi Jinping, nel discorso di apertura del "Dialogo del Pcc con i partiti politici del mondo" che si è aperto oggi a Pechino. Nel discorso, secondo quanto sottolinea l'agenzia Xinhua, Xi ha sottolineato che "la cooperazione tra la Cina e gli altri Paesi si sta espandendo" e ha sottolineato che lo sviluppo cinese "darà più opportunità al mondo", anche attraverso l'iniziativa Belt and Road di sviluppo infrastrutturale tra Asia, Europa e Africa lanciata dal stesso Xi nel 2013, che il presidente cinese ha definito una "enorme piattaforma di cooperazione per i Paesi che vogliono realizzare uno sviluppo comune".

Al forum erano presenti oltre duecento leader di politici da partiti da oltre 120 Paesi del mondo, secondo le stime rese note dall'agenzia di stampa cinese: per l'Italia, a quanto si apprende, era presente una delegazione del Partito Democratico, guidata dalla vice presidente della Camera, Marina Sereni. All'apertura del "Dialogo del Pcc con i partiti politici del mondo", era presente anche l'ex presidente del Consiglio, Romano Prodi, tra gli invitati.  

 

Dura con Usa su Wto, "non esiste il concetto di non economia di mercato"

 

Pechino, 1 dic. - La Cina chiede il rispetto delle leggi e dei principi dell'Organizzazione Mondiale del Commercio dopo che gli Stati Uniti hanno confermato la loro opposizione alla concessione dello status di economia di mercato alla Cina. "Il concetto di Paese non economia di mercato non esiste nelle regole del Wto", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, Geng Shuang.


Alcuni Paesi stanno cercando di "scansare le loro responsabilità" all'interno del Wto, ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri di Pechino, Geng Shuang. "Sollecitiamo i Paesi in questione e a onorare strettamente il loro impegno verso le leggi e i principi internazionali e di adempiere ai loro concordati nei patti internazionali". L'opposizione, resa pubblica ieri, al riconoscimento dello status di economia di mercato segue di soli due giorni la decisione del Dipartimento del Commercio di dare il via a indagini anti-dumping e anti-sussidi sui fogli di alluminio importati dalla Cina. Si è trattata della prima indagine di questo tipo dal 1985, quando nel mirino c'erano i semi-conduttori provenienti dal Giappone.  

 

Xi incontra Aung San Suu Kyi e Hun Sen
 

Pechino, 1 dic. - Il presidente cinese, Xi Jinping, ha incontrato, oggi, a Pechino, il consigliere di Stato del Myanmar, Aung San Suu Kyi. Lo riferisce l'agenzia di stampa Xinhua. L'incontro è avvenuto a margine di un forum che si tiene in questi giorni a Pechino, il "Dialogo con i partiti politici del mondo", organizzato dal Partito Comunista Cinese, per partecipare al quale, Aung San Suu Kyi ha lasciato ieri il Myanmar, dopo l'incontro con Papa Francesco, martedì scorso. Aung San Suu Kyi è stata al centro di dure polemiche negli ultimi mesi per la gestione della crisi dei Rohingya, nello stato Rakhine.

La crisi nello stato del Myanmar è stata anche oggetto di discussione, settimana scorsa, tra lo stesso Xi e il capo delle Forze Armate del Myanmar, il generale Min Aung Hlaing, incontrato a Pechino. Per Pechino, che ha proposto un piano in tre fasi per risolvere la crisi dei Rohingya, conta soprattutto la stabilità del Paese, dove ha in corso molti investimenti, tra cui il grande progetto idroelettrico di Miytsone, da anni in stallo in seguito all'opposizione della popolazione locale.

A margine del dialogo con i partiti politici del mondo, Xi ha incontrato anche il primo ministro della Cambogia, Hun Sen, in Cina per incontrare investitori e per partecipare al dialogo con i partiti politici del mondo organizzato dal Pcc. Anche Hun Sen è stato sottoposto a diverse critiche a livello internazionale per la repressione nei confronti dell'opposizione, a pochi mesi dalle elezioni del prossimo anno: il mese scorso, il Partito di Salvezza Nazionale della Cambogia è stato messo fuorilegge dalla Corte Suprema del Paese, a poco più di due mesi dall'arresto del suo leader, Kem Sokha, accusato di tradimento e di volere prendere il potere con l'appoggio degli Stati Uniti.

 

01 DICEMBRE 2017

 

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