Wen: « Pronti a rilanciare sul debito dell'Eurozona»

FRANCOFORTE. Dal nostro corrispondente
La Cina ha annunciato ieri di essere pronta ad acquistare nuovo debito pubblico della zona euro pur di aiutare a stabilizzare una regione che sta attirando un numero crescente di investimenti cinesi. Proprio ieri in Germania è stato firmato tra le altre cose un contratto da 7,5 miliardi di euro con Airbus.
«La Cina - ha ricordato ieri a Berlino il primo ministro Wen Jiabao - ha espresso il proprio sostegno alla zona euro in varie occasioni. In altre parole quando l'Europa è in difficoltà daremo una mano. A seconda delle necessità acquisteremo certamente quote di debito pubblico». Wen ha definito la crisi debitoria greca «di natura temporanea».
Negli ultimi tre anni, il Governo cinese ha aumentato la propria presenza in Europa, assumendo la gestione di infrastrutture (come porti e aeroporti), acquistando aziende (ancora di recente la tedesca Medion), investendo denaro in obbligazioni sovrane (specialmente in Spagna). Ormai la Cina è diventata un azionista di minoranza della zona euro.
Un breve giro d'orizzonte delle ultime operazioni cinesi in terra europea è interessante: oltre a comprare aziende industriali e obbligazioni pubbliche in molti Paesi della zona euro, investitori cinesi stanno costruendo autostrade in Polonia, coltivando viti in Bulgaria, modernizzando l'aeroporto di Zagabria, pianificando un nuovo porto in Islanda.
La presenza cinese ha una doppia valenza. Da un lato, è percepita dai Paesi dell'Unione monetaria come un'ancora di salvezza, in un momento in cui la zona euro attraversa acque finanziarie molto agitate. Dall'altro, fa della Cina un protagonista della vita politica europea che nel caso potrà imporre la sua volontà sugli stati membri dell'euro.
È difficile pensare che la Cina abbia motivi solo altruistici nell'investire in Europa. La sua presenza nella zona euro - o meglio, come ha detto ieri il cancelliere Angela Merkel, il suo «interesse enorme» nella stabilità della moneta unica - è una garanzia per il futuro dell'Unione. Ma fino a che punto si spingerà la sua influenza, si chiedono molti osservatori?
Secondo gli ultimi dati disponibili, gli investimenti cinesi in Germania ammontavano nel 2009 a 600 milioni di dollari. Secondo Jens-Peter Otto, analista di Pricewaterhousecooper, le aziende tedesche con partecipazioni cinesi sono circa 2mila, ed entro il 2020 gli investimenti totali provenienti dal Paese asiatico ammonteranno a 4-5 miliardi di dollari.
Si calcola che circa un quarto delle riserve valutarie cinesi - pari a 3mila miliardi di dollari - siano in euro. Secondo Capital Economics, la Cina avrebbe acquistato oltre 40 miliardi di attività finanziarie in euro dall'inizio dell'anno. Per la Germania, tutta votata alle esportazioni, la Cina è un ormai tra i suoi mercati di riferimento.
Ieri aziende dei due Paesi hanno firmato accordi per 15 miliardi di dollari. Oltre a intese con Volkswagen, Daimler e Siemens, è da segnalare che Airbus ha venduto a China Aviation Supplies 88 aerei A320. La signora Merkel crede che l'interscambio bilaterale possa salire a 200 miliardi di euro entro il 2015, dai 130 miliardi del 2010 (in rialzo del 34% rispetto al 2009).
A conferma dei crescenti legami con la Cina, ieri la Germania ha organizzato a Berlino il primo consiglio dei ministri congiunto (13 i ministri presenti per parte). Ne seguiranno probabilmente altri. Notava nei giorni scorsi Die Welt che il Governo tedesco raramente tiene riunioni di questo livello con Paesi extra-europei; il quotidiano citava solo gli esempi di Israele e della Russia.
Ieri nei suoi colloqui il cancelliere ha anche sollevato la questione del rispetto dei diritti umani nel Paese asiatico. A molti la presa di posizione è parsa più che altro un atto dovuto. Forte della sua influenza, Wen ne ha approfittato per ricordare che il suo Paese «rispetta il sistema politico europeo». E ha aggiunto: «Ci aspettiamo rispetto per il sistema cinese e per l'integrità territoriale della Cina».
beda.romano@ilsole24ore.com
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Raffica di contratti per le imprese tedesche
Airbus e Volkswagen in prima fila
La fiducia e l'ottimismo di Wen Jiabao sul futuro dell'euro sono stati accompagnati da una raffica di contratti tra i principali gruppi tedeschi e cinesi per un valore di 15 miliardi di dollari
Tra i principali, la Airbus ha firmato un accordo da 7,5 miliardi di dollari per la consegna di 88 aerei A320 e il gruppo Volkswagen ha ricevuto il via libera definitivo per la costruzione di due impianti automobilistici in Cina
Inoltre, hanno ufficializzato contratti - tra gli altri gruppi - la Daimler, la Siemens e la Basf
Spinta all'interscambio
La Merkel ha previsto che gli scambi bilaterali tra Germania e Cina raggiungeranno 200 miliardi di euro nei prossimi cinque anni rispetto ai 130 del 2010
Il Governo cinese punta a facilitare l'ingresso delle medie imprese tedesche nel Paese (attualmente 4.500 imprese operano in Cina) e per questo ha annunciato un programma di credito da due miliardi di dollari
Con la visita in Germania, si è concluso il viaggio in Europa di Wen, che ha fatto tappa anche in Ungheria e Gran Bretagna

29/06/2011