WEN: "NEL 2011 STOP ALLE SPECULAZIONI IMMOBILIARI"

WEN: "NEL 2011 STOP ALLE SPECULAZIONI IMMOBILIARI"

Roma, 2 feb.- Stop alle speculazioni immobiliari e lotta all'inflazione: questi gli obiettivi di Pechino nell'Anno del Coniglio. A ribadirlo è stato lo stesso premier Wen Jiabao in un discorso alla nazione pronunciato martedì in previsione dell'arrivo del nuovo anno.  "Dobbiamo affrontare molte questioni spinose, la strada non è diritta, ma è nostro dovere risolvere prima di tutto quei problemi che preoccupano e danneggiano la maggior parte dei cittadini. Dobbiamo quindi contenere i prezzi al consumo e lavorare duramente per controllare il mercato immobiliare" ha fatto sapere Wen dalla provincia dell'Anhui, dove ha visitato una vecchia base rivoluzionaria. Nei mesi di novembre e dicembre l'indice dei prezzi al consumo è cresciuto rispettivamente del 5.1% e del 4.6%, ben al di là della soglia del 3% entro la quale il governo intendeva contenerlo, raggiungendo così i livelli più alti degli ultimi due anni. Un risultato che 'assicura' al controllo dei prezzi ampio spazio nell'agenda politica del 2011 (questo articolo).

 

Ma è sul problema del mattone che Wen ha insistito maggiormente, ribadendo l'impegno del governo a garantire ai cittadini abitazioni a prezzi più ragionevoli. Una promessa che il premier aveva già fatto un mese fa, quando rese nota l'intenzione di Pechino di costruire oltre 10 milioni di case a prezzi popolari nel 2011, contro i 5,8 milioni del 2010. 

 

Quello del surriscaldamento del real estate è un problema con cui Pechino si trova da tempo a dover fare i conti. Negli ultimi sei anni i prezzi degli immobili hanno subito un forte incremento e il trend non sembra destinato a fermarsi. L'anno scorso nelle 70 principali città cinesi si è assistito a un rincaro del costo delle abitazioni di oltre un quinto. Secondo un'indagine condotta lo scorso dicembre dall'Accademia cinese delle scienze sociali, a Pechino, Shanghai e in altre 11 città il valore delle proprietà è sopravvalutato e oscilla tra il +30% fino al +50% rispetto ai livelli reali.  Da dicembre ad oggi, secondo le stime elaborate dagli analisti della SouFun Holding Ltd., i prezzi degli edifici residenziali in oltre 100 città sono saliti dell'1%, raggiungendo così il valore medio di 8.645 yuan (circa 900 euro) a metro quadro. 

 

Il fenomeno del rincaro del mattone oltre a ripercuotersi sul settore finanziario non fa che allargare il fossato tra ricchi e poveri. Nel tentativo di evitare che si arrivi allo scoppio della bolla speculativa del settore immobiliare, il governo ha introdotto diverse misure per raffreddare il mercato. Gli sforzi del Dragone si sono concentrati soprattutto a gennaio. La settimana scorsa, infatti, il governo ha aumentato dal 50% al 60% gli anticipi obbligatori da versare per l'acquisto di una seconda casa, mentre per la prima bisogna anticipare almeno il 30% del valore totale. Semaforo rosso invece per gli istituti di credito, cui è stato vietato concedere prestiti per l'acquisto di terze case (questo articolo). E sempre qualche giorno fa è stata introdotta la tassa sulla proprietà, un esperimento pilota inaugurato a Chongqing e Shanghai. A Shanghai l'imposta sulla seconda casa sarà pari allo 0.6% del valore dell'immobile; a Chongqing, invece, tutti gli acquirenti di un'immobile con valore superiore alla media del mercato dovranno versare un'aliquota tra lo 0.5% e l'1% (questo articolo).

 

di Sonia Montrella

 

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