WEN JIABAO A ROMA

WEN JIABAO A ROMA
Roma, 8 ott. - È positivo il bilancio della visita del premier cinese Wen Jiabao a Roma. L'incontro, tenutosi a Villa Madama il 7 ottobre, è stato lo scenario di nuove promesse e garanzie di rinnovata collaborazione tra i due paesi dal campo economico a quello istituzionale e culturale. La visita di Wen a Roma è stata coronata dalla firma di 10 accordi commerciali per un impegno totale di 2,5 miliardi di dollari e sette accordi istituzionali nei settori dell'agroalimentare, delle tecnologie per l'ambiente, cultura, turismo e cooperazione finanziaria per lo sviluppo, progetti che saranno seguiti da un commissario speciale nominato dal governo. Tra i progetti più importanti in cantiere, quello illustrato dal vice presidente di China Development Bank, Gao Jian, per la realizzazione di una centrale elettrica fotovoltaica nel Mezzogiorno che prevede una realizzazione in due fasi: una prima da 540 milioni di euro e la seconda da 800 milioni. A ciò, ha dichiarato Gao, si aggiungono altri 328 milioni di euro previsti da accordi per lo sviluppo delle piccole e medie imprese che operano nei settori delle infrastrutture, energia, telecomunicazione e consulting.


D'altro canto gli investimenti cinesi in Italia "ammontano oggi a 5 miliardi" ha detto il Ministro allo Sviluppo Economico, Paolo Romani, intervenendo al bilaterale Italia-Cina a Villa Madama. "Dal governo cinese abbiamo avuto garanzie di pari trattamento per gli investimenti italiani in Cina, e questo è un passo avanti molto importante. Come il rafforzamento della tutela dei marchi di qualità in Cina, argomento sul quale, in passato, c'erano stati dei problemi". La fortunata cooperazione sino-italiana intanto va avanti. L'interscambio tra Italia e Cina "quest'anno è cresciuto del 30% a 40 miliardi di dollari" ha detto il vice ministro allo Sviluppo Economico, Adolfo Urso, in avvio del forum a Villa Madama. "La Cina - ha aggiunto Urso - ha dimostrato grande attenzione al nostro Paese: negli ultimi 18 mesi ci sono state 5 importanti missioni in Italia. Nell'ultimo anno la missione di sistema con 600 imprenditori e 270 imprese". Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, rivolgendosi al premier Wen ha dichiarato l'intenzione di portare l'interscambio fra i due paesi a 100-120 miliardi di dollari, rispetto agli 80 inizialmente stabiliti entro il 2015, definendo l'impresa un "traguardo possibile e superabile".

 
Favorevole agli accordi di cooperazione è anche Zhan Chunxian, presidente di Chansha Zoomlion – la Confindustria cinese - che ha descritto il panorama del business italiano come il migliore in assoluto. "Ottime sono le condizioni per investire in Italia grazie soprattutto all'apparato giuridico" ha dichiarato Zhan che ha poi espresso una richiesta particolare al governo italiano: semplificare le procedure per ottenere il visto e la "via verde". E il Dragone 'ricambia' offrendo anche nelle acquisizioni delle situazioni favorevoli per entrambe le parti. "Nel 2008 Chansha e il fondo Mandarin hanno acquisito l'azienda di calcestruzzo Cifa. Nonostante la crisi -  ha assicurato Zhan non è saltato nessuno dei 700 posti di lavoro degli italiani". Ancora una rassicurazione agli imprenditori è arrivata sia da Chen Deming che da Wen Jiabao: "Le imprese italiane saranno trattate allo stesso modo di quelle cinesi e uguali saranno le condizioni di accesso agli appalti pubblici". Un punto su cui mesi fa anche il commissario europeo per il Commercio Karel De Gutch  aveva espresso le sue perplessità. La cooperazione tra i due Paesi non può che essere vincente, ha affermato Chen Deming spiegando che "La Cina è specializzata nella filiera manifatturiera, l'Italia è maestra di creatività".


E dal forum è emerso che è proprio la creatività italiana, insieme alle conoscenze tecniche e all'innovazione, che attrae gli investimenti esteri e fa del Paese un partner conteso. Arte, design, eccellenze del made in Italy sono ora più che mai occasioni di business che trainano i settori del turismo – secondo il premier Wen Jiabao i cinesi si piazzano al primo posto nella classifica dei visitatori che ogni anno sbarcano nel Belpaese –, delle infrastrutture, della food and beverage, della moda, della cultura. "Numerosi sono anche i progetti - ha continuato Wen – nel campo della televisione e del cinema". Inoltre il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e il ministro degli Affari Esteri, Yan Jiechi hanno firmato due trattati in materia di estradizione e assistenza giudiziaria penale con l'obiettivo di rafforzare anche le azioni di contrasto alla criminalità organizzata su base transnazionale, "nel pieno rispetto dei principi di sovranità, di uguaglianza e del mutuo vantaggio".

Un bilancio dunque positivo che rinsalda i rapporti tra i due Paesi. L'Italia, ha detto il premier Berlusconi, non deve guardare alla Cina con timore ma, ma come un'opportunità: continueremo a guardare al mercato cinese come a un grande mercato capace di assorbire i nostri prodotti e accogliere le nostre imprese". E questo è il messaggio più volte ribadito anche dagli imprenditori e dalle personalità politiche che hanno preso parte al forum a villa Madama. "La Cina è ormai una tappa imprescindibile per qualsiasi strategia economica e commerciale" ha dichiarato il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia che ha aggiunto: "I rapporti sono eccellenti a ogni livello: quello economico, commerciale, politico, personale e culturale". "Ci auguriamo che questo possa essere anche l'anno degli investimenti cinesi in Italia" ha dichiarato il vice ministro per lo sviluppo Economico Adolfo Urso facendo riferimento all'"anno della cultura cinese in Italia" appena inaugurato. Urso ha spiegato che lo scopo degli accordi è quello di favorire non solo gli investimenti cinesi in Italia, ma anche quelli italiani nel Regno di Mezzo. Una strada che sembrerebbe portare alla riscoperta reciproca dei due Paesi.

 

 

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