WEN IN EUROPA TRA INFLAZIONE E CRISI DEL DEBITO

WEN IN EUROPA TRA INFLAZIONE E CRISI DEL DEBITO

Pechino, 24 giu. - La visita europea di Wen Jiabao ha avuto inizio; non esattamente un viaggio di piacere per il premier cinese, stretto tra questioni interne, in primis inflazione galoppante, e problemi che vengono da oltre oceano, come la crisi del debito sovrano europeo.

 

A nove mesi di distanza dall'ultima visita, il premier cinese è tornato  nel vecchio continente con un occhio agli interessi del portafoglio cinese; la Cina è detentrice di numerosi asset in euro, e una Grecia sull'orlo del baratro non può far certo dormire sonni tranquilli al premier cinese. "Il problema greco è serio; la visita di Wen Jiabao può servire a mostrare la fiducia che la Cina ha verso l'Europa" ha affermato Ding Zhijie, professore di International Business and Economics a Pechino. La stima è chiara; un quarto dei circa 3 mila miliardi di dollari in valuta estera della Cina è detenuto in euro. "La Cina intende aiutare i paesi europei a superare la crisi" ha spiegato il portavoce del Ministro degli esteri, Hong Lei; aiutare l'Europa per aiutare la Cina quindi, che non ha comunque voglia di assumersi più rischi del dovuto. Niente speranze ingenue, allora: come afferma Wang He, ricercatore dell'Institute of European Studies, "Non potete aspettarvi che la Cina sia il vostro salvatore. Possiamo aiutarvi, ma prima dovete farlo da soli tramite le riforme".

 

La Cina deve infatti pensare anche a questioni interne. Wen Jiabao ha dichiarato che l'inflazione, che nel mese di maggio è cresciuta del 5.5%, segnando così il record degli ultimi 34 mesi, "scenderà progressivamente" senza intaccare la crescita economica. "La crescita dei prezzi sarà sotto controllo quest'anno" ha rassicurato Wen Jiabao, anche in risposta al timore che le politiche monetarie messe in campo per contrastare la crescita dei prezzi possano influenzare la marcia della locomotiva cinese. " La crisi non è ancora terminata; il mondo deve cooperare per rispondere alle sfide", è la mano che il premier ha teso all'Europa, maggior partner commerciale, per un ammontare di circa 400 miliardi di euro; oltre il terremoto in Giappone, anche la crisi del debito ha cominciato a pesare, con l'export cinese in calo, come affermato da Andy Xie, economista indipendente.

 

L'obiettivo è quindi ridare vigore agli scambi commerciali. Dopo l'Ungheria, a Londra Wen incontrerà il premier Cameron, con la Gran Bretagna che vuol raddoppiare gli scambi con la Cina entro il 2015, cercando anche di sollecitare maggiori investimenti dal fondo sovrano cinese.

 

Sorti legate, quelle di Cina e Europa; quali saranno i risultati, è ancora presto per dirlo.

 

 

di Gabriele Tola

 

 

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