WEN: ECCO LA LINEA PER IL 2010

WEN: ECCO LA LINEA PER IL 2010
Pechino, 28 dic. - Politiche monetarie e apprezzamento dello yuan, effetti del pacchetto di stimolo all'economia e rischi da inflazione e sovrapproduzione: in un'intervista concessa ieri all'agenzia di Stato Xinhua il premier Wen Jiabao tocca questi ed altri temi, e detta le linee generali per l'anno che verrà. "Abbiamo stabilizzato la crescita economica e l'occupazione, e mantenuto la stabilità sociale durante tutto l'anno appena trascorso - ha detto Wen dagli uffici di Zhongnanhai, il cuore del potere cinese - ma la crisi finanziaria non è ancora finita e c'è ancora molto da fare. Il lavoro svolto finora, però, dimostra che le misure che abbiamo adottato sono state efficaci. E i cittadini cinesi devono esserne fieri". Come era prevedibile, nessuna sterzata sul fronte macroeconomico: il premier ha dichiarato che la Cina continuerà a mantenere una politica monetaria "moderatamente espansiva" e una politica fiscale "attiva"; si tratta delle parole chiave adottate dal 5 novembre 2008, quando il governo annunciò una modifica delle posizioni tenute fino ad allora, allorché il Dragone si trovò a fronteggiare i rischi connessi alla crisi globale e al calo delle esportazioni anziché i pericoli derivanti da una crescita eccessiva. Nello stesso giorno la Cina varò l'imponente pacchetto di stimoli all'economia da 4mila miliardi di yuan (circa 400 miliardi di euro) del quale Wen ha sottolineato le luci e qualche ombra: "L'economia cinese è sulla strada della ripresa, ma i risultati raggiunti e le performance delle imprese sono ancora in larga parte sostenuti dal pacchetto di stimoli" ha detto il premier. "Sospendere troppo presto tali misure significherebbe probabilmente rovinare gli sforzi che abbiamo affrontato finora. Ma tale ripresa consolidata non sta a significare che l'economia cinese si stia necessariamente sviluppando in maniera sostenibile". Secondo i dati ufficiali nel terzo trimestre 2009 l'economia cinese è cresciuta dell'8.9%, un risultato apprezzabile se confrontato con il +6.1% totalizzato nel periodo gennaio-marzo e il +7.1% di aprile-giugno; ma se, da un lato, Pechino riuscirà a mantenersi al di là dell'obiettivo del +8%, indicato da politici ed economisti come la soglia minima per garantire la stabilità sociale nel paese, dall'altro le politiche di sostegno hanno suscitato diverse preoccupazioni in merito a un eccesso di credito (che potrebbe tradursi in un aumento dei crediti in sofferenza per il 2010), a un aumento dell'inflazione e al rischio sovrapproduzione. "L'economia cinese avrebbe potuto registrare risultati migliori se i prestiti delle nostre banche fossero stati erogati in maniera più bilanciata, meglio strutturata e su una scala non così gigantesca" ha riconosciuto Wen Jiabao, secondo il quale, però, la sovrapproduzione non va messa in relazione col pacchetto di stimoli economici. "Posso garantire che i 1018 miliardi di yuan di investimenti previsti dal governo centrale per il periodo 2009-2010 non sono stati e non verranno impiegati in alcun progetto industriale" ha dichiarato il premier a questo proposito. "L'aumento dei prezzi delle proprietà in numerose città cinesi richiede grande attenzione da parte del governo - ha detto ancora il primo ministro a proposito dei pericoli legati a un eccessivo surriscaldamento del mercato immobiliare, che ha registrato rincari record negli ultimi mesi - un argomento sul quale ho riscontrato preoccupazione e anche dure critiche". E se il premier promette di mettere ordine nel settore del real estate, senza dubbio al centro di numerose speculazioni, ritiene comunque che il paese non debba, al momento, affrontare un rischio inflazione, nonostante gli aumenti registrati nell'indice dei prezzi al consumo nell'ultimo periodo: "Tuttavia teniamo presenti i rischi connessi all'inflazione e manterremo i prezzi al consumo a livelli ragionevoli, specialmente in un paese caratterizzato da una ineguale distribuzione della ricchezza". Wen, infine, si è mostrato inamovibile su un'eventuale apprezzamento dello yuan, un provvedimento sul quale tanto Usa che Ue stanno esercitando numerose pressioni: "Non cederemo ad alcuna pressione. Uno valuta cinese stabile rappresenta un bene per tutta la comunità internazionale". Niente di nuovo anche sul fronte ambientale; Wen, reduce dal vertice di Copenaghen, ha ribadito che "lo sviluppo rimane la priorità dei paesi emergenti", pur non potendo essere perseguito a scapito dell'ambiente. Secondo Wen i risultati della conferenza sul clima vanno "comunque riconosciuti" e sono in grado di creare maggiore consenso internazionale nella lotta ai cambiamenti climatici. "L'economia cinese è ancora sbilanciata, scoordinata e insostenibile - ha concluso Wen Jiabao, adottando una formula quasi di rito - ma la Cina ha ancora molta speranza nel futuro". Il premier cinese, da ultimo, ha annunciato che si sottoporrà di nuovo ad una chat online con i cittadini nel marzo prossimo.