Walmart nella morsa di Pechino

SHANGHAI. Dal nostro corrispondente
Terremoto ai vertici di Walmart in Cina. Ed Chan, amministratore delegato della multinazionale americana oltre la Grande Muraglia, si è dimesso lunedì dal suo incarico.
Niente di strano, se non fosse che dietro le «ragioni personali» che avrebbero spinto Chan a farsi da parte non ci fosse dell'altro. Le sue dimissioni, infatti, arrivano proprio mentre Walmart è nell'occhio del ciclone dell'opinione pubblica cinese. Tutta colpa di una partita di carne di maiale spacciata dalle filiali Walmart di Chongqing per prodotto organico di alta qualità (e quindi venduta a un prezzo più elevato), sebbene provenisse da un allevamento non certificato.
L'irregolarità è costata cara al colosso della grande distribuzione Usa. Sul piano amministrativo, perché le autorità di Chongqing hanno imposto la chiusura dei 13 punti vendita di Walmart colpevoli di aver truffato la clientela con la carne di maiale falsa organica, oltre a multarli per un totale di 420mila dollari. Sul piano della giustizia penale, perché 37 dipendenti sono stati arrestati. E ovviamente anche sul piano dell'immagine, perché l'incidente è stato subito preso a pretesto dalla stampa cinese per montare una massiccia campagna di stampa contro le catene di grande distribuzione straniere che negli ultimi anni hanno conquistato una rilevante quota di mercato in tutto il Paese.
La decisione di punire duramente Walmart e di esporla alla gogna mediatica è stata interpretata da alcuni osservatori stranieri come un atto di rappresaglia di Pechino contro gli Stati Uniti. Giusto la settimana scorsa, il Senato Usa ha approvato un disegno di legge che prevede l'imposizione di misure punitive contro i Paesi che praticano protezionismo valutario con il chiaro intento di penalizzare la Cina. Insomma, il caso Walmart potrebbe essere il primo incidente di un'imminente guerra commerciale tra le due superpotenze.
Ma Pechino nega qualsiasi addebito. «Quella della rappresaglia è una tesi ridicola», ha dichiarato Yu Mingyang, professore di marketing alla Jiaotong University. «Walmart è stata punita semplicemente perché ha violato più volte le leggi cinesi».
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I NUMERI

353
Presenza diffusa
Il numero di grandi magazzini Walmart sparsi in 130 città cinesi



37
Gli arresti
Le persone fermate nei giorni scorsi per l'affaire della carne di maiale spacciata per biologica di alta qualità. Una truffa costata a Walmart anche una multa di 420mila dollari

19/10/2011