VITTORIA OPERAI FOXCONN: STIPENDI +70%

VITTORIA OPERAI FOXCONN: STIPENDI +70%
Roma, 7 giu.- Gli operai hanno vinto il braccio di ferro con la Foxconn. In seguito alla ondata di suicidi, dopo vari scioperi e  manifestazioni di solidarietà,  la società che fornisce componenti elettriche per la Apple, Hp e Dell ha concesso un aumento del 70% sugli stipendi. Ad annunciarlo è stato lo stesso Terry Gou, fondatore dell'azienda, che ha spiegato che dal primo ottobre gli operai degli stabilimenti di Shenzhen riceveranno uno stipendio mensile pari a 2000 yuan (circa 200 euro) contro i 900 yuan (circa 90 euro) iniziali. L'aumento dei salari, promette l'azienda, interesserà anche gli altri stabilimenti disseminati sul territorio cinese e, sebbene non si parli ancora di cifre, sembra che l'incremento verrà calcolato sulla base del costo della vita locale e della previdenza sociale. 
"Uno stipendio più alto permetterà ai lavoratori di sottrarsi agli straordinari, che non rappresenteranno più una necessità per far fronte agli alti costi della città, bensì una scelta personale" spiega Terry Gou. "La decisione dell'azienda mira a salvaguardare la dignità degli operai e ad assicurare una remunerazione in linea con le loro necessità" continua il fondatore. Ma la dichiarazione di Gou stride con la politica aziendale adottata finora: nel 2006 Wang You e Weng Bao, due giornalisti del quotidiano cinese "China Business News", si infiltrarono tra gli operai per documentarne le condizioni lavorative e realizzarono un reportage-shock: turni di più di dodici ore al giorno per una paga da mille yuan al mese (circa 110 euro), pause pranzo brevissime, tempi cronometrati per i bisogni corporali e il divieto categorico per i dipendenti di parlare tra loro. A questo si aggiunge la lettera, preparata dal management, che gli operai avrebbero dovuto sottoscrivere con l'impegno a non suicidarsi, a sottoporsi a trattamento medico obbligatorio in caso di "comportamenti inusuali" e a limitare le richieste di risarcimento delle famiglie. Prima è venuta la promessa di un aumento del salario del 20%, successivamente del 30% e infine del 70%.
A proteggere l'immagine dell'azienda è intervenuto un 'difensore' d'eccezione: Steve Jobs, amministratore delegato di Apple, il quale ha dichiarato che la casa statunitense ha effettuato alcuni controlli e che in realtà la 'fabbrica dei suicidi' "è molto carina: ha piscine, ristoranti, cinema e ospedali. Per essere un'azienda non è affatto male". La collaborazione tra la Apple e la Foxconn insomma sembra più forte che mai e non sembra intaccata nemmeno dalle voci che vedono l'azienda cinese autrice del taroccamento dell'iPad (o il cinese iPed) ultimo gioiello tecnologico di Jobs. Entrambe le compagnie hanno subito provveduto a smentire qualsiasi pettegolezzo a riguardo.
La conquista salariale dei dipendenti di Shenzhen riaccende le speranze del Paese: "dipendenti a basso costo di altre aziende premeranno affinché verrà innalzato il proprio stipendio" sostiene Mars Hsu, analista della Grand Cathay Securities, che aggiunge: "L'era del lavoro a basso costo in Cina è terminata".

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