Vino, Giv sbarca su Alibaba "obiettivo 100mila bottiglie"

Eugenio Buzzetti

 

Pechino, 11 ott. - Il vino italiano sbarca su Alibaba. Gruppo Italiano Vini (Giv) e TMall hanno siglato un accordo per la distribuzione del vino italiano sulla piattaforma di b-to-c cinese di Alibaba, il maggiore gruppo al mondo di e-commerce, fondato nel 1999 da Jack Ma. L'azienda vitivinicola, che gestisce quindici cantine storiche, potrà vendere i propri prodotti su un proprio flagship store on line, attivo già da fine agosto, gestito dal gigante cinese del commercio on line.

L'obiettivo, ha spiegato Marco Pizzoli, general manager di Giv Shanghai, è quello di raggiungere la vendita di centomila bottiglie l'anno sul canale TMall "entro la fine del 2017" per rientrare dell'investimento ed essere in attivo. La strategia adottata dal gruppo di diversificare la vendita, affiancando l'on line ai canali tradizionali, servirà ad "avvicinare il consumatore cinese alla cultura del vino e all'Italian Lifestyle", ha proseguito Pizzoli. All'evento era presente anche il presidente di Giv, Corrado Casoli, che ha sottolineato i numeri del gruppo, con circa 500 milioni di fatturato e oltre 220 milioni di bottiglie vendute. Il valore dell'accordo firmato oggi è stato sottolineato anche da Alibaba. "E' importante che il vino italiano arrivi nei nostri negozi on line. L'Italia ha molti marchi del lusso e attraverso il vino passa il messaggio di un desiderio per anche gli altri marchi italiani", ha sottolineato Fang Wai, general manager dell'area Fast Moving Consumer Goods di TMall. Il canale b-to-c di Alibaba conta oggi circa 400 milioni di utenti, in gran parte giovani e con un'attitudine a sperimentare nuovi prodotti.

L'accordo di oggi cade a un mese dall'incontro tra il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e il fondatore di Alibaba, Jack Ma, alla sede centrale del gigante dell'e-commerce a Hangzhou, nella Cina orientale, ha ricordato l'ambasciatore d'Italia in Cina, Ettore Sequi, che si è detto "particolarmente felice" per il risultato. "Il vino è un settore strategico per l'Italia", ha proseguito Sequi, e "accordi come questo sono fondamentali per favorire la conoscenza e facilitare la distribuzione" del vino italiano tra la classe media cinese.

 

11 OTTOBRE 2016

 

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