VIA LIBERA PER LE IMPRESE CINESI A TAIWAN

Prosegue a passi da gigante il percorso di riavvicinamento tra la Repubblica Popolare Cinese e l'isola di Taiwan, che dal 1949 proclama la sua indipendenza ma che è considerata da Pechino alla stregua di una provincia "ribelle": il portavoce del ministero del Commercio cinese Yao Jian ha annunciato la stesura di "regolamenti dettagliati" che consentiranno alle imprese cinesi di investire a Taiwan, a partire dal primo maggio. Si tratta di un enorme progresso: finora, infatti, le uniche compagnie cui Pechino consentiva l'ingresso sul mercato taiwanese erano quelle del settore immobiliare, che dovevano però sottostare a restrizioni estremamente pesanti. La mossa va inquadrata in un processo di disgelo iniziato da tempo ed è figlia degli incontri che hanno avuto luogo nei giorni scorsi a Nanchino: oltre al semaforo verde per le imprese cinesi, infatti, è stato annunciato anche il primo, significativo, investimento cinese con l'acquisto da parte del gigante statale delle telecomunicazioni China Mobile del 12% della Far EasTone Telecommunications, il terzo operatore telefonico di Taiwan. I funzionari di entrambe le parti, inoltre, hanno annunciato di aver raggiunto un accordo per inviare osservatori taiwanesi all'Assemblea dell'Organizzazione Mondiale per la Sanità il mese prossimo a Ginevra: una mossa diplomatica che segna il ritorno dell'isola presso un'organizzazione Onu dopo l'abbandono del seggio avvenuta nel 1971. Da quando alla presidenza di Taiwan è stato eletto Ma Ying-jeou, i legami tra le due sponde si sono intensificati, con accordi che comprendono voli passeggeri diretti e servizi postali. Dall'apertura della sua economia la Repubblica Popolare Cinese è una mèta privilegiata per gli investimenti dei taiwanesi, che però nel mese di marzo risultano diminuiti del 67.3% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, scendendo così a quota 272.4 milioni di dollari (circa 210 milioni di euro). Secondo le stime del ministero dell'Economia di Taiwan tra il 1991 e il 2008 i taiwanesi avrebbero investito circa 76 miliardi di dollari (quasi 59 miliardi di euro) nella Repubblica Popolare Cinese, ma si tratta di una stima estremamente prudente: investimenti di gran lunga maggiori sarebbero arrivati in Cina da Taiwan passando attraverso altre rotte.