VIA LIBERA AI JUNK BONDS?

VIA LIBERA  AI JUNK BONDS?

Pechino, 20 apr. - Largo ai titoli-spazzatura anche nel Paese di Mezzo? È quanto propone una voce autorevole come quella di Guo Shuqing, presidente di China Construction Bank (il secondo istituto di credito del paese) ed ex vicegovernatore della Banca centrale. "L'approccio potrebbe suonare un po'troppo radicale, ma credo che dovremmo promuovere l'emissione di junk bonds in Cina,- ha dichiarato Guo al Financial Times - magari utilizzando un nome più appropriato, come 'titoli innovativi' o 'titoli ad alto rendimento'". La proposta di Guo arriva dopo che nel 2009 l'emissione di corporate bonds in Cina ha registrato un +87% rispetto all'anno precedente, giungendo a quota 1575 miliardi di yuan (circa 170 miliardi di euro); un aumento che molti analisti attribuiscono al pacchetto di stimoli all'economia varato dal governo e che riflette la sensazionale ascesa dei nuovi prestiti erogati dalle banche cinesi l'anno scorso, capaci di raggiungere la cifra record di 9690 miliardi di yuan (circa 1050 miliardi di euro al cambio attuale).  Per sostenere la crescita economica e contrastare la crisi finanziaria globale, nel 2009 le authority di Pechino hanno effettivamente allentato i criteri d'approvazione per l'immissione di titoli azionari sul mercato, ma agli osservatori stranieri le borse cinesi appaiono ancora immature (o forse solamente meno sensibili al fascino di prodotti eccessivamente elaborati): in Cina, infatti, il mercato azionario contribuisce solamente al 13% del finanziamento delle imprese private, gli equity market forniscono un modesto 5%, e la maggior parte dell'onere ricade così sugl'istituti bancari, che provvedono all'82% del totale. "Discutiamo dello sviluppo di un mercato azionario maturo nel nostro paese da più di 20 anni - ha concluso Guo Shuqing - ma adesso, probabilmente, c'è davvero la possibilità di imprimere una svolta alle borse cinesi". I "titoli innovativi" - o "titoli spazzatura", se si preferisce -, caratterizzati da alti tassi di rendimento e da rischi elevati, potrebbero costituire secondo Guo la chiave per fornire nuovi canali di investimento alle imprese più piccole. Saranno anche capaci di suscitare l'entusiasmo dei piccoli investitori cinesi?