Usa, un repubblicano in Cina

Mario Platero
NEW YORK. Dal nostro corrispondente
Un'altra scelta "bipartisan" per Barack Obama che ha già scelto due ministri repubblicani, tra cui Bob Gates, il segretario al Pentagono: ha nominato Jon Huntsman, 49 anni, il governatore repubblicano dello Utah, alla carica di ambasciatore americano in Cina.
Da sempre il dialogo con Pechino è centrale per il futuro delle relazioni economiche e politiche degli Stati Uniti, e Obama aveva deciso di scegliere la persona con la credibilità di rappresentare il paese a tutto campo. E Huntsman era l'unico politico di alto livello ad avere tutti i requisiti: è un governatore in carica, parla il mandarino, ha vissuto per anni a Taiwan, è stato già ambasciatore a Singapore con Bush padre e dunque conosce a fondo l'Estremo Oriente.
Oltre ai cinque figli avuti dalla moglie Mary Kay, ha adottato una bambina cinese, Gracie Mei, e una bambina indiana, Asha Baharati. Huntsman proviene da una famiglia che risiede in Utah da sette generazioni, è un mormone, suo padre era uno degli alti ecclesiasti della chiesa dei mormoni a Salt Lake City e, nella tradizione della religione, ha una famiglia enorme, con otto fratelli e sorelle e sessanta nipoti.
Pur essendo alla guida di uno degli stati più conservatori d'America, Huntsman è un repubblicano moderato che appoggia i diritti dei gay, la riforma dell'immigrazione e aggressive riforme ambientali. Anche per questa sua duttilità è considerato uno degli astri nascenti del partito repubblicano. Ferrato in economia, con una laurea in Business Administration alla Wharton School of Business di Filadelfia, ha diviso la sua carriera fra il mondo degli affari e la politica. Da molti era considerato come uno dei possibili contendenti per la nomination repubblicana alle primarie del 2012. E forse, fra le varie considerazioni per la decisione da parte della Casa Bianca, vi è stata anche quella di eliminare un possibile concorrente politico.
Huntsman, un personaggio di grande attrattiva a livello popolare, è anche musicista dilettante che si esibisce con il suo complesso in metal rock. La sua missione in Cina sarà da una parte di portare a Pechino il volto di un uomo alla mano, che comprende i delicati rapporti con Taiwan e che potrebbe avere fra le sue direttive proprio quella di accelerare il superamento della diffidenza fra la Cina e Taiwan. Dall'altra dovrà tutelare gli interessi economici americani giocando sempre un delicato equilibrio: ottenere concessioni da Pechino contenendo allo stesso tempo le forti pressioni protezionistiche da parte dell'ala sinistra del partito democratico.
Senatori come Chuck Schumer di New York, e altri, vorrebbero una forte rivalutazione dello yuan, una decisa interruzione di pratiche di concorrenza sleale e pirateria in Cina e minacciano forti ritorsioni se non vi saranno risultati. Huntsman, un pragmatico come Obama, cercherà anche di promuovere la "democratizzazione" della Cina e l'avanzamento dei diritti umani e civili. Il presidente, intanto, si muove su tutti i fronti sensibili: dal 6 all'8 luglio sarà a Mosca per incontrare Dmtrij Medvedev.
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17/05/2009