Un passo avanti verso la reciprocità globale

MILANO
L'apertura europea va coniugata con una reciprocità globale. Così Federico Vecchioni, presidente di Confagricoltura, commenta il riconoscimento del marchio Igp europeo alla pasta cinese (si veda Il Sole 24 Ore di ieri). «Ci auguriamo – aggiunge – che sia il primo passo verso una multilateralità in sede Wto che per il nostro Paese è fondamentale. Oggi, infatti, non c'è reciprocità e, se un prodotto cinese può godere in Europa delle tutele previste dal marchio Igp, un nostro imprenditore non ha, invece, alcuna tutela di questo tipo in Cina. La vera sfida che attende la Ue è far recepire il sistema delle denominazioni di origine in sede Wto». Indubbiamente quello della Cina è un passo avanti sulla strada della qualità, continua Vecchioni anche se «ci crea qualche preoccupazione perché riguarda un prodotto, come la pasta, che è un simbolo del made in Italy alimentare. Ma siamo favorevoli alle sfide sul mercato globale ad armi pari».
Sulla questione interviene anche il presidente della Coldiretti Sergio Marini: «Il riconoscimento comunitario del primo prodotto cinese deve anche significare un impegno per il gigante asiatico a combattere contraffazioni e imitazioni dei prodotti alimentari tipici sul proprio territorio. In Cina purtroppo il falso made in Italy è spesso arrivato prima di quello vero. Non mancano peraltro segnali incoraggianti come il fatto che le bottiglie di vino made in Italy esportate in Cina sono più che triplicate nel corso del 2010 con un aumento record del 242%, ma a crescere sulle tavole del gigante asiatico è l'intero agroalimentare italiano che complessivamente in un anno è quasi raddoppiato in valore (+86%)».
Il consumatore deve essere libero di scegliere, purché sia informato. «Che il riconoscimento dei marchi Dop o Igp arrivi a prodotti cinesi, statunitensi, neozelandesi o europei non fa differenza – spiega Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori –. L'importante è che tutti i prodotti seguano le stesse regole di sicurezza e che il consumatore sappia da dove provengono. Da anni con Coldiretti stiamo portando avanti una battaglia affinché l'origine della materia prima sia sempre indicata».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

04/11/2010