UN NUOVO VOLTO ALL'UFFICIO STAMPA DELL'AMBASCIATA CINESE

UN NUOVO VOLTO ALL'UFFICIO STAMPA DELL'AMBASCIATA CINESE

di Alessandra Spalletta

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Roma, 22 feb. - L'Ambasciata cinese da oggi ha un nuovo capo ufficio stampa. Li Xiaoyong, giovane diplomatico approdato in Italia due anni fa, sostituisce la storica interfaccia cinese con la stampa nostrana Yang Yenyen che passa a dirigere l'ufficio politico. Un'eredità che Li Xiaoyong sembra aver raccolto con agilità.

 

Brillante, determinato, sorridente, ottima conoscenza della lingua italiana, Li incarna il phisique du role dei diplomatici del terzo millennio. Un ritratto che lo avvicina all'immagine che i leader della quinta generazione  stanno scolpendo nel cortile di casa e in giro per il mondo, smarcandosi dal "grigiore internazionale" con cui l'Occidente ha conosciuto la classe politica uscente. Li abbina al suo nuovo incarico obiettivi precisi: gettare nuova luce sull'immagine del suo paese in Italia e contribuire a vivacizzare i rapporti bilaterali.


"La creazione all'interno dell'Ambasciata cinese di un ufficio stampa slegato dall'ufficio politico, è una novità" racconta Li ad AgiChina24 "Fino all'anno scorso, infatti, l'ufficio che mi trovo oggi a dirigere faceva parte dell'ufficio politico. E' stato proprio il rapido sviluppo della Cina a convincere il governo di Pechino che fosse importante lavorare di più sul rapporto con i media occidentali. Curare la comunicazione è un tassello fondamentale della public diplomacy: l'obiettivo dei nostri governanti è quello di utilizzare l'informazione per diffondere un'immagine più veritiera della Cina". "Il nostro fine è quindi duplice: da un lato,  lavoriamo come un ufficio stampa tradizionale, dall'altro fungiamo come strumento della diplomazia pubblica, ampliando il contatto diretto con i cittadini e fornendo un servizio migliore ai giornalisti – prosegue Li -. Entrare più a contatto con la società italiana riveste un'importanza cruciale".


Come? "Ad esempio rafforzando la nostra presenza nelle scuole e nelle università  attraverso l'organizzazione congiunta di iniziative culturali. Martedì  al Convitto Nazionale  (il primo liceo in Italia ad aver attivato un corso di lingua cinese come materia curriculare) abbiamo organizzato un concerto in occasione della festa di primavera cinese. Credo che questo tipo di manifestazioni possa costituire il veicolo ideale attraverso il quale alimentare un sentimento di amicizia – e di empatia – tra i due popoli. Vogliamo essere attori dinamici nei rapporti bilaterali".

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