UECCC: "PIU' TRASPARENZA APPALTI PUBBLICI IN CINA"

Pechino,21 apr.- Il settore dei lavori pubbliciin Cina viene valutato complessivamente attorno ai 7mila miliardi di yuan (736miliardi di euro), ossia quanto il PIL della Corea del Sud, ma le procedure diaccesso al mercato sono opache e il sistema di assegnazione degli appaltipenalizza le imprese straniere incoraggiando la corruzione: lo sostiene il rapporto "Public Procurement in China" realizzato dalla Camera di Commerciodell'Unione Europea in Cina e presentato ieri a Pechino.

 

Ildossier è stato preparato dai tecnici della Camera attraverso ricerche einterviste a grandi aziende europee e cinesi che si sono protratte per tutta laseconda metà del 2010. "È emerso un quadro legislativo molto frammentato - haspiegato il presidente della UECCC Jacques de Boisséson - che favorisceun'applicazione diseguale delle norme e favorisce la corruzione. La Cina ha fatto parecchio negli ultimi anni, ma anostro avviso è necessaria un'ulteriore riforma". Secondo quanto emerge dalrapporto, le aziende europee che decidono di partecipare alla gara per l'assegnazione di un appalto pubblico inCina si scontrano con numerosi problemi: difficoltà nell'ottenere informazionipuntuali e accurate sui nuovi progetti, difetti nella comunicazione deiparametri del progetto, decentralizzazione delle informazioni che causa unincremento dei costi e scarsa trasparenza,competizione sleale, procedure di ricorso insoddisfacenti.

 

"Nonabbiamo statistiche precise sull'entitàdegli appalti perduti dalle aziendeeuropee - ha spiegato Gilbert Van Kerckhove, a capo del gruppo che haprodotto lo studio - e vorrei sottolineare che dall'attuale situazione esconopenalizzate anche le aziende cinesi. Ma tutte le 53 imprese europee che abbiamo esaminato hanno riscontrato probleminelle gare d'appalto".

 

Almomento in Cina esistono due norme che disciplinano la materia: Government Procurement Law e Bidding Law. Se laprima riguarda una fattispecie abbastanza circoscritta - ad esempio gli appalti per gli automezzi utilizzatidagli uffici pubblici -, la secondaabbraccia la maggior parte dei casi (infrastrutture pubbliche, etc.), e si rivela molto più oscura. Tra i suggerimentiper rendere le procedure più trasparenti, la Camera include la possibilità difondere le due leggi - che regolamentano fattispecie contigue - in un'unicanorma. "È di importanza cruciale che questo enorme mercato venga regolamentatoin maniera trasparente e non discriminatoria, requisiti che incontranol'obiettivo di una crescita economica di qualità contenuto nel Dodicesimo PianoQuinquennale".

 

Ildossier contiene tre casi relativi a settori molto diversi (equipaggiamentiospedalieri, telecomunicazioni e turbine eoliche) nei quali grandi societàeuropee hanno subito qualche forma di rallentamento o discriminazione. Nel casodelle telecomunicazioni, ad esempio, aziende europee sono state escluse dagli appalti su prodotti come smart card,firewall e database di sicurezza che richiedevano ai concorrenti di soddisfareseveri criteri di sicurezza, probabilmente irraggiungibili per le societàstraniere. Il rapporto, inoltre, lamenta una sistematica scollatura tra irichiami del governo centrale e l'applicazione delle norme da parte dei governilocali.

 

Ilrapporto della Camera di Commercio Europea viene pubblicato in un momentodelicato, proprio mentre Pechino sta tentando per la terza volta di accederealla GPA (Government ProcurementAgreement), un accordo tra 40 nazioni dell'Organizzazione Mondiale per ilCommercio che garantisce agli aderenti uguali condizioni di accesso neirispettivi settori pubblici.

 

"Sappiamoche gli appalti pubblicirappresentano un settore dove si può assistere a casi di corruzione, ovunque nel mondo - ha concluso de Boisésson -, ma neldialogo che intratteniamo da tempo con la Cina sull'argomento stiamo cercandodi fare presente che rendere le regole più semplici e introdurre maggiore trasparenza è qualcosa che può andare avantaggio di tutte le parti in gioco".

 

 

 

di Antonio Talia

 


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