UE: 85% DEI FALSI IN EUROPA ARRIVA DALLA CINA

UE: 85% DEI FALSI IN EUROPA ARRIVA DALLA CINA

Pechino, 15 lug.- La Cina continua a essere il paese dal quale proviene la stragrande maggioranza dei prodotti contraffatti distribuiti nell'Unione europea: lo rivela l'ultima edizione del rapporto annuale sulla difesa della proprietà intellettuale pubblicato giovedì dalla Commissione per la fiscalità e l'unione doganale, l'audit e la lotta antifrode Ue.

 

Secondo il dossier presentato giovedì a Bruxelles dal commissario Algirdas Šemeta, nel 2010 le dogane europee hanno sequestrato più di 103 milioni di prodotti sospetti di qualche forma di violazione della proprietà intellettuale. I carichi sottoposti a sequestro sono quasi raddoppiati, passando dai 43500 del 2009 ai quasi 80mila dello scorso anno. Il rapporto fornisce inoltre, per la prima volta, il valore approssimativo dei beni sequestrati, che supera il milione di euro.

 

Quali sono le categorie di prodotti più esposte alla contraffazione? A guidare la classifica Ue ci sono le sigarette (34%), seguite da forniture per gli uffici (16%), altri tipi di tabacchi (8%), etichette (8%), abbigliamento (7%) e giocattoli (7%). Il 14.5% della merce taroccata è composto da prodotti per la casa come shampoo, saponi, medicinali ed elettrodomestici (soprattutto phon, rasoi elettrici e componentistica per computer), tutti beni che potrebbero avere conseguenze dannose per la salute dei consumatori.

 

"Abbiamo assistito a un enorme aumento dei sequestri di prodotti spediti per via postale che in un anno sono più che triplicati, dai 15mila del 2009 ai 48mila del 2010 – ha detto Šemeta nel corso della conferenza stampa -, una tendenza che riflette il massiccio incremento di acquisti via internet.  Il fatto che la maggior parte di queste merci è rappresentata da medicinali e prodotti per l'igiene è particolarmente preoccupante".

 

La Cina, dove in questi giorni i media stanno rivolgendo particolare attenzione al caso Da Vinci – complessa vicenda di falsificazione di mobili di lusso italiani - , recita ancora una volta la parte del leone: il rapporto mostra che l'85% di tutti i prodotti falsificati proviene dall'Impero di Mezzo. Mentre altre nazioni come Turchia, Thailandia, Hong Kong e India sembrano specializzate solo in una determinata categoria (rispettivamente: alimentari, bevande non alcoliche, memory card e medicinali), Pechino non fa distinzioni, e riesce a copiare ogni tipo di merce.

 

La questione della protezione della proprietà intellettuale è una di quelle che vede sistematicamente opposte Pechino e Bruxelles, nonostante i progressi degli ultimi anni, sottolineati da entrambe le parti. La frequenza dei prodotti contraffatti provenienti dalla Cina ha spinto l'Unione europea e anche i singoli paesi - tra cui l'Italia - ad aprire a Pechino degli uffici dedicati all'aiuto alle imprese che subiscono o potrebbero subire violazioni della proprietà intellettuale.

 

di Antonio Talia

 

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