UBPA, URBAN BEST PRACTICES AREA

UBPA, URBAN BEST PRACTICES AREA

Shanghai, 4 mag. – Se "Better City, Better Life" è il tema dell'EXPO 2010, allora ogni visitatore dovrebbe iniziare la propria visita al parco espositivo dall'area di Puxi (la riva occidentale del fiume Huangpu) dove 15,12 ettari di terra ospitano la URBAN BEST PRACTICES AREA (UBPA). Pensata per offrire alle singole città l'opportunità di partecipare all'EXPO in modo autonomo e indipendente rispetto al padiglione nazionale, la UBPA è al suo interno suddivisa in quattro parti: Livable Cities, Sustainable Urbanization, Protection and Utilization of Historical Heritage e Technological Innovation in Built Environment, la cui sintesi offre al visitatore una visione d'insieme sulle modalità e le soluzioni che le 60 città mondiali partecipanti hanno elaborato e attuato per migliorare la qualità della vita dei propri abitanti. Alcuni aspetti, come il traffico, la lotta al cambiamento climatico, l'invecchiamento della popolazione, gli spazi verdi, lo smaltimento dei rifiuti … etc. sono problematiche fondamentali per lo sviluppo urbano futuro, cui diversi interlocutori possono però fornire diverse risposte; ecco allora che UBPA può diventare una piattaforma di dialogo per condividere progetti e idee legati al tema dell'urbanizzazione sostenibile. Ma la logica dello slogan dell'edizione 2010 dell'Expo, almeno per il momento, sembra essere disattesa: Mentre l'area di Pudong, 'contenitore' per i padiglioni nazionali, brulica di visitatori (seppure i dati siano al di sotto delle previsioni), le presenze sul fronte occidentale del fiume Huangpu sono scarse. E neppure le esortazioni del direttore dell'Expo Hong Hao, che invita a iniziare da Puxi la visite all'Expo, sembrerebbero aver invertito la tendenza. Molti dei volontari che coprono l'area si dicono "delusi" della scarsa affluenza, che si aggira appena a 200 visite giornaliere per padiglione, fatta eccezione per quelli di Taipei e Hong Kong che  hanno al loro attivo una media di 3000 visitatori al giorno. A sentire i turisti, il problema sarebbe duplice: da un lato la distanza del sito di Puxi, dall'altra la scarsa chiarezza delle cartine che renderebbe difficile l'identificazione della localizzazione dei padiglioni che si intende visitare. Sebbene a separare Puxi e Pudong ci sia solo il fiume Huangpu, finora le due metà dell'Expo non combaciano.

UBPA E ITALIA


L'Italia è presente all'interno dell'UBPA grazie alla partecipazione delle città di Bologna e Venezia. Proprio perché alla base degli intenti dell'UBPA c'è la valorizzazione delle singole città, quelle presenti non sono raggruppate in base alla nazionalità. Accade così che Bologna sia localizzata in un padiglione (realizzato dallo Studio ARCHEA, studio di architettura italiano che vanta una consolidata presenza nel territorio cinese) che ospita anche la cinese Shenzhen e la coreana Seoul; mentre Venezia sia abbinata ad 'altre città sull'acqua' come Suzhou, Hangzhou, Pondicherry e Liverpool.  Tra le due eccellenze italiane, Bologna ha fatto da apripista. Domenica pomeriggio, alla presenza del presidente di PromoBologna Roberto Grandi  si è inaugurato lo stand  intitolato "Bologna – il centro pulsante dell'Italia". "Il nostro stand è il tentativo di raccontare cosa rende vivibile una città" spiega il presidente . "Bologna è stata scelta per rappresentare l'Italia all'EXPO  perché nel suo territorio convivono elementi della tradizione e dell'innovazione. A testimoniare la tradizione, in primis l'Università di Bologna, le cui origini risalgono al 1088, ma anche i 43 chilometri di portici del centro storico; sul fronte dell'innovazione alcune imprese tra le più rinomate non solo a livello nazionale, ma anche internazionale come Lamborghini, Ducati, Omas e Sacmi".  Al suo discorso, sono poi seguiti i saluti e i ringraziamenti del direttore di PromoBologna  Giuseppina Gualtieri, del direttore dell'UBPA Expo Shangai Sun Liansheng e infine del console aggiunto Francesco Variale. Il taglio del nastro è spettato a Vittoria Lanza e Li Tang: due studentesse della laurea congiunta tra l'Università di Bologna e l'Università Tongji di Shanghai in Ingegneria dell'automazione che, come aveva ricordato lo stesso Grandi, "è un chiaro esempio di cooperazione non solo tecnologica, ma anche dei rapporti umani tra l'Italia e la Cina". Venendo alla descrizione dello stand, la ricostruzione di un tipico porticato permette al visitatore di iniziare il breve viaggio nella città di Bologna, che può essere poi prolungato attraverso una pedalata virtuale sia nelle stradine del centro storico che nelle campagne circostanti. "Molti turisti si sono accodati per aspettare il proprio turno e sedersi sulle nostre biciclette 'inchiodate' di fronte agli schermi" – raccontano dallo stand – e altrettanti hanno sfoderato le proprie macchine digitali per immortalarsi di fronte ad un esclusivo modello Lamborghini, la Gallardo LP560-4 coupé, colore nero, che sarà sostituita a metà estate con una moto Ducati". Sempre all'interno dell'esposizione e particolarmente degni di nota i video realizzati dagli studenti cinesi dell'università di Bologna (in cinese, con traduzione in inglese) e vari gadget con il logo esclusivo Bologna-Shanghai, dove a fianco delle torri Garisenda e Asinelli, si stagliano due torri-icona di Pudong. Nel weekend, tra i visitatori, anche il Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo. Al Ministro l'onore e l'onere di inaugurare il quaderno delle presenze con la frase "W Bologna, W l'Italia". Il prossimo appuntamento dell'italianità a Puxi è fissato per il 26 maggio, quando i riflettori saranno puntati sullo stand della Serenissima.

 

di   Giulia Ziggiotti