TUMULTI, DENARO E CASE A CHI DENUNCIA

TUMULTI, DENARO  E CASE A CHI DENUNCIA

Hong Kong, 20 giu. - Denaro e permesso di soggiorno assicurato agli immigrati che forniscano utili 'soffiate' su chi ha alimentato i disordini. Dopo i violenti tumulti e le tensioni nel sud della Cina, nell'area industriale di Guangzhou, le autorità cinesi passano al contrattacco: la polizia ha offerto il permesso di soggiorno e sostanziose somme di denaro (da 5mila a 10mila yuan, da 500 a 1000 euro) in cambio di soffiate che portino all'arresto dei rivoltosi coinvolti in uno dei peggiori focolai di disordini civili mai avvenuti in Cina. L'offerta è stata fatta con un annuncio pubblicato su un quotidiano locale, lo Zeng Cheng Daily. La polizia non ha commentato l'annuncio, ma la linea telefonica destinata alle soffiate è diventata subito occupata. 

 

 

Negli ultimi tempi in Cina, le proteste sono diventate piu' frequenti (innescate sia dall'inflazione galoppante che da episodi di corruzione o abuso di potere); ma Pechino continua a reprimere con il pugno di ferro qualsiasi segnale di agitazione, che possa innescare manifestazioni simili a quelle che serpeggiano nel mondo arabo. Stavolta teatro delle proteste è stata l'area metropolitana della città di Guangzhou. L'episodio più grave, una vera e propria insurrezione di massa, si è verificato a Xintang, un distretto nella zona di Guangzhou, dove la notizia divulgata sul web di un venditore ambulante picchiato a morte dalla polizia e dei maltrattamenti alla moglie incinta hanno scatenato una protesta di vari giorni, con la popolazione che ha messo a ferro e a fuoco la città danneggiando gli sportelli bancomat e scagliando mattoni e bottiglie contro centinaia di ufficiali e mezzi blindati.

 

Alla fine sono state arrestate 25 persone, mentre l'ufficio di pubblica sicurezza di Guangzhou ha annunciato su Weibo - l'equivalente cinese di Twitter - che il colpevole di tutto era un tale Chen, il quale ha confessato di aver pubblicato informazioni false su internet. Durante la conferenza stampa, dinanzi alle autorità visibilmente preoccupate per l'escalation delle proteste, è comparsa anche la vittima dell'esecuzione, il quale ha dichiarato che lui, la moglie e il loro futuro bambino in realtà stanno bene. Un poliziotto ha anche accusato "Weibo, QQ - il servizio cinese di messaggeria istantanea - e i forum on line di diffondere informazioni false, che hanno una cattiva influenza sulla società".

 

ARTICOLI CORRELATI

Dossier - La Primavera calda di Pechino

 

©Riproduzione riservata