Troppo import frena il settore dell'arredo bagno

È il bagno la stanza più amata dagli italiani. Lo rivela la recente ricerca condotta da Eurisko su commissione di Assobagno, associazione di categoria di riferimento. «Al di là dei limiti di spesa imposti dalla crisi, gli italiani vorrebbero investire grosse cifre – riferisce il presidente di Assobagno Gianluca Marvelli – per sanitari, cabine doccia e vasche da bagno, mobili e arredo da bagno». Una fetta di mercato molto significativa: i numeri rivelano che nel 2010 il bagno ha fatturato il doppio della cucina. Un giro d'affari di 2,6 miliardi di euro che copre una fetta di quasi un decimo del macrosistema arredamento che nel 2010 ha fatturato 21,3 miliardi secondo quanto emerge dalla ricerca condotta dal centro studi di Assobagno.
La cattiva notizia è che dopo il terribile 2009 il bagno ha registrato appena un +0,9% a fronte di una crescita, comunque modesta, dell'1,8% di tutto l'arredamento per la casa. «Non possiamo parlare di ripresa per nessuna stanza degli appartamenti, né tantomeno per l'arredo da ufficio – precisa Marvelli –. Nella realtà, l'anno scorso i consumi hanno avuto la cinghia: le vendite sono state lente per tutti». «Sicuramente per il bagno la ripresa è stata ancora più lenta – ammette – ma è anche vero che nel 2009 aveva sofferto meno degli altri (-1,6% rispetto all'anno precedente il fatturato del bagno nel 2009). Insomma, nonostante l'aumento dei prezzi, l'arredo non è tornato a crescere». La nota dolente per «la stanza più amata dagli italiani» è la crescita del 20,4% delle importazioni. Di fronte alla crisi gli italiani comprano cinese anche lavabi e docce? «Non sono solo i Paesi emergenti – precisa Marvelli – a toglierci fasce di mercato, ma anche vicini come la Germania e la Francia che sono ripartiti prima dell'Italia».
La sfida per rilanciare il settore, anche in questo caso, è l'internazionalizzazione (l'export nel 2010 è stato fermo allo 0,4% nel confronto anno su anno). La carta da giocare? «Noi esportiamo non solo prodotti di qualità caratterizzati dal nostro design ma anche lo stile di vita italiano», sottolinea Marvelli.
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12/04/2011