Tripletta Mandarin con Miroglio e sanità

MILANO
Tre dei quattordici accordi tra aziende italiane e cinesi che saranno firmati in occasione della visita del vice presidente della Repubblica popolare cinese, Xi Jinping portano il marchio Mandarin, il principale fondo di private equity euro-cinese i cui principali investitori sono China Development Bank, Export-import Bank of China e Intesa SanPaolo. Si tratta di un investimento nel tessile e due nel settore medicale.
L'operazione principale, vista dall'Italia, è quella con il gruppo Miroglio che apre il capitale a Mandarin per accelerare lo sviluppo delle attività in Cina. «Mandarin acquisirà tra il 2 e il 4% del capitale del gruppo - ha spiegato al Sole 24 Ore Giuseppe Miroglio, l'amministratore delegato 36enne - investendo fino a 40 milioni di euro». Le risorse fresche serviranno ad acquisire aziende cinesi del fashion e a finanziare la loro rapida crescita, in un mercato in cui le vendite di abiti firmati corrono con incrementi superiori al 20% annuo».
«Ma in Cina c'è anche moltissima competizione – spiega Gao Zhen, partner di Mandarin – perciò è necessaria un'azione complessiva. La combinazione delle competenze manageriali di Miroglio e la presenza sul territorio di Mandarin e di un player locale possano essere un mix di successo». Il partner cinese «sarà individuato tra una ventina di aziende già selezionate per il beauty contest». Si punta a 500 milioni di euro di vendite all'anno. Miroglio è in Cina dal 2004 con Elegant Prosper (al 50%) che in sette anni ha decuplicato il fatturato, arrivando nel 2010 a 140 milioni grazie alla rete di 428 negozi. «L'Italia rappresenta il 70% del nostro giro d'affari. Internazionalizzarci è una priorità assoluta – spiega Miroglio – e la Cina è un elemento centrale della nostra strategia». Nel 2010 Miroglio ha realizzato un fatturato di 997 milioni (+ 7%) e un risultato operativo del 2,8 per cento.
Gli altri due memorandum siglati da Mandarin sono nel biomedicale e coinvolgono, da parte cinese, Sinopharm, il colosso farmaceutico pubblico quotato a Hong Kong, che nel primo semestre 2010 ha conseguito ricavi per oltre 3,1 miliardi di euro (+35%).
Il primo è con GVS, uno dei maggiori produttori mondiali di filtri plastici stampati utilizzati anche nei settori medicale e farmaceutico, che fa capo alla famiglia Scagliarini di Bologna e di cui Mandarin ha il 20%. L'altro accordo riguarda la lucchese Kedrion della famiglia Marcucci, principale produttore italiano di plasmaderivati. I due memorandum prevedono la costituzione di joint venture per acquisire aziende cinesi nei rispettivi settori. L'obiettivo del governo cinese, attraverso la collaborazione con le aziende italiane, è di alzare la qualità complessiva del sistema sanitario nazionale. Nel primo caso si prevedono vendite per 100 milioni all'anno, nel secondo di 75.
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02/06/2011