TRAFFICI NUCLEARI TRA IRAN E N.COREA

TRAFFICI NUCLEARI  TRA IRAN E N.COREA
Pechino, 18 mag.- "Sulla questione della denuclearizzazione della Corea del Nord, la posizione della Cina è cristallina. Non abbiamo nulla da nascondere". Così l'assistente del ministero degli Esteri cinese Hu Zhengyue ha risposto alle accuse mosse dai diplomatici delle Nazioni Unite che hanno identificato nella Cina il crocevia del traffico di missilistica nucleare e tecnologia balistica in corso tra Pyongyang e Teheran. Secondo un rapporto redatto la scorsa settimana da un panel di esperti delle Nazioni Unite e sottoposto poi al Consiglio di Sicurezza, l'Iran e la Corea del Nord hanno condotto scambi di tecnologie nucleari in aperta violazione delle sanzioni Onu imposte al regime nordcoreano. Ma per farlo si sarebbero serviti di un terzo Paese geograficamente vicino alla Corea del Nord. E secondo molti diplomatici questa terza via sarebbe rappresentata proprio dalla Cina che formalmente supporta la risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu e che ha più volte fatto pressioni affinché Pyongyang - di cui rappresenta l'unico alleato - abbandoni i progetti nucleari. E se da un lato Pechino si dichiara all'oscuro dei fatti, dall'altro il Dragone si è subito mosso per bloccare la pubblicazione del rapporto Onu servendosi della procedura del silenzio. In questo caso la procedura prevedeva che ciascuno dei 15 stati membri del Consiglio di Sicurezza avrebbe potuto fare obiezioni sulla pubblicazione del dossier nordcoreano, che richiede il consenso unanime di tutti gli Stati membri, fino a martedì mattina, termine ultimo previsto dalla deadline. Qualcuno se ne è servito, si legge in una nota del presidente francese al Consiglio di Sicurezza che non specifica però quale Nazione sia stata a rompere il silenzio.

 

Il commento di oggi di Hu Zhengyue va ad aggiungersi a quello rilasciato martedì dalla portavoce del ministero degli Esteri Jiang Yu. Secche e dure le dichiarazioni di Hu, più vaghe quello di Jiang: "Non voglio commentare determinate accuse che provengono tra l'altro da fonti anomine. Posso solo dire che non rappresentano il punto di vista ufficiale del Coniglio di Sicurezza con cui la Cina si è sempre relazionata in modo onesto e responsabile".

 

Se la tesi avanzata dai diplomatici  dovesse rivelarsi vera andrebbe a confermare i timori di Washington che accusa Pechino di non sfruttare tutte le risorse per controllare e bloccare i traffici nucleari illeciti della Corea del Nord.  In seguito ai test nucleari del 2006 e del 2009, l'Onu ha vietato il commercio di tecnologia missilistica  e balistica con Pyongyang, così come l'embargo di armi. Ma Pechino, sostengono gli analisti, non sembra poi così rigoroso nel far rispettare le decisioni dell'Onu.

 

di Sonia Montrella

 

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