Tra Genova e Tianjin una rotta che potenzia i rapporti con la Cina

PAGINA A CURA DI
Rita Fatiguso
Ci aveva pensato l'Olanda già dopo i fatti di piazza Tian an men, gli italiani ci arrivano adesso, ma c'è voglia di accorciare i tempi e se possibile di superare l'esempio di Rotterdam che ha fatto la sua fortuna proprio alleandosi con il porto di Tianjin e applicando procedure veloci di movimentazione delle merci.
«La guerra per la supremazia nel commercio mondiale si vince grazie alla logistica - premette il vice ministro allo Sviluppo economico con delega al commercio estero Adolfo Urso - per questo abbiamo fermamente voluto accelerare i tempi sul progetto zona franca a Tianjin, un porto in grande crescita anche rispetto ai concorrenti cinesi».
Ai primi di giugno c'è stata la sigla dell'accordo con le autorità di Tianjin per un progetto di infrastruttura finanziato da Simest di 100mila metri quadri tra magazzini e piazzali di supporto all'interscambio commerciale Italia-Cina attraverso i porti di Tianjin e il sistema portuale e retroportuale di Genova (Rivalta Terminal Europa spa), con la gestione telematica dei flussi di scambio gestiti attraverso un canale informatico finalizzato ad un più veloce e selettivo controllo documentale e fisico sulle merci. Il tutto (si veda l'articolo in pagina) potenziato dallo storico accordo tra dogane cinesi e italiane di fine settembre, poche settimane dopo. Una piattaforma logistica in grado di funzionare anche in senso opposto, quella varata dall'Italia, a condizioni di reciprocità con le controparti cinesi. L'Autorità Portuale di Genova, insieme all'Interporto di Rivalta Scrivia, ha un'area libera di 1,5 chilometri quadrati, lì i cinesi hanno manifestato l'intenzione di organizzare la loro base logistica. Le merci avranno la stessa garanzia in export oltre che in import.
Tutte le funzioni degli attori che giocano un ruolo chiave nel processo di vendita o acquisizione delle merci tra Italia e Cina (produttori e loro spedizionieri di riferimento) saranno convogliate a Tianjin. «Una catena logistica di questo tipo può spostare traffici dal Centro Europa verso Genova, e determinare una nuova relazione commerciale tra il maggiore scalo italiano e l'Europa», rimarca Urso. Oggi Rivalta attrae traffici dall'Austria e dalla Svizzera in import/export su Genova da/verso il Far East. La navetta ferroviaria giornaliera effettuata sul Terminal Genova-Voltri e la procedura semplificata sostitutiva del regime di transito sono un valore aggiunto dell'Interporto di Rivalta.
Così il Bohai Assets Management Co. che gestisce le proprietà pubbliche dello scalo ha manifestato la propria disponibilità ad entrare nella compagine sociale del progetto, rafforzandolo su un piano bilaterale. I cinesi investiranno a Rivalta (l'annuncio oggi a Roma dove saranno presenti il viceministro Adolfo Urso, l'Autorità portuale di Genova Luigi Merlo, il direttore generale dell'Agenzia delle Dogane Giuseppe Peleggi e il direttore della sala stampa della Santa Sede Padre Federico Lombardi, alla presenza dell'ad di Simest Massimo D'Aiuto).
«Abbiamo scelto il porto di Tianjin – dice Adolfo Urso – una città di 11 milioni di abitanti, il maggiore centro economico sulla costa del Bohai, Cina nord orientale, perchè vanta una delle più avanzate reti di trasporto del Paese. Qui si investe molto nella logistica, si movimenta ricchezza».
Teda-Tianjin economic development area, è una delle aree a statuto economico speciale di successo, popolata da multinazionali estere, la più grande della Cina, è uno snodo di scambi con Corea e Giappone, insieme a Pechino costituisce un'area commerciale enorme e un polo economico-industriale pari a quello di Shanghai. Tianjin crescerà ancora, incassa ingenti risorse come polo centrale di sviluppo economico per la Cina settentrionale, il suo ruolo propulsivo è simile a quelli analoghi esercitati da Canton e Shanghai.
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I numeri del polo asiatico

IL PESO NEL CARGO

40%

Insieme ai porti di Dalian e Quingdao, quello di Tianjin totalizza il 40% del traffico cargo di tutta la Cina, mentre la spesa in logistica imputabile all'area regionale è risultata pari al 25% contro il 21% della media nazionale

LA PRESENZA STRANIERA

4.400

Grande presenza di aziende a partecipazione straniera nell'area, ci sono 128 delle 500 maggiori multinazionali tra cui primeggiano Samsung, Coca Cola, Nestlè, Toyota, Honda, Glaxo Smith&Kline, Airbus, Motorola

IL BACINO DI CONSUMATORI

30 milioni

È La cifra relativa ai consumatori dell'area Tianjin-Pechino, nella quale esiste la più grande ed estesa delle zone franche cinesi, in pratica un polo industriale e logistico competitivo rispetto a quello di Shanghai

LE TONNELLATE

350 milioni

Il peso nell'area portuale di Tianjin per quanto riguarda il traffico di merci in rinfuse. Da qui transitano i 3/4 del carbone e i 2/5 del petrolio che vengono estratti nelle miniere e nei giacimenti del paese


I CONTAINER

7 milioni

È l'ammontare del traffico container (il Teu è l'unità di misura) dello scalo cinese. Per fare un confronto con Rotterdam, primo scalo container europeo, lo scalo olandese totalizza complessivamente 10,8 milioni di Teu

23/11/2009