TIMORI DI DISORDINI, NUOVA STRETTA SUI VISTI

TIMORI DI DISORDINI,  NUOVA STRETTA SUI VISTI

In Cina tornano le restrizioni sui visti d'ingresso, e la comunità d'affari straniera ripiomba di colpo in un'atmosfera di incertezza che sembrava essere stata dimenticata dopo la fine delle Olimpiadi di Pechino 2008.  Secondo le nuove misure, che a detta di diverse agenzie di viaggio e di servizi sarebbero entrate in vigore due settimane fa, tutti i visti per viaggio d'affari (categoria "F") emessi di recente scadranno improrogabilmente il 15 settembre prossimo anziché alla fine dell'anno. Le richieste già inoltrate per visti con scadenza successiva a questa data sono state bloccate in attesa di chiarimenti da parte del governo, mentre non dovrebbero incontrare problemi tutti coloro che sono già in possesso di un visto "F" con scadenza oltre il 15 settembre, in quanto emesso prima che le nuove regole venissero approvate. "Nessuno sa cosa accadrà dopo il 15 di settembre- ha dichiarato al quotidiano di Hong Kong South China Morning Post Shen Lijun, responsabile di un'agenzia di Shanghai- ma è molto probabile che vengano introdotte ulteriori restrizioni, allargate anche ad altri tipi di visti, man mano che il giorno della Festa Nazionale si avvicina". Il primo ottobre 2009 si festeggerà a Pechino il sessantesimo anniversario della nascita della Repubblica Popolare Cinese e l'inasprimento delle procedure necessarie a ottenere un visto d'ingresso in Cina sembrano del tutto simili a quelle adottate l'anno scorso in vista delle Olimpiadi. Delle cinque agenzie di viaggi o servizi consultate da AgiChina24 a Pechino, nessuna si è detta in grado di ottenere per un cittadino italiano un visto "F" valido oltre il 15 settembre. Il prezzo medio si aggira intorno ai 1700 yuan (circa 187 euro). Nessuna delle cinque agenzie, tra le più importanti della capitale cinese, può inoltre garantire che l'introduzione di nuove limitazioni non blocchi i visti già ottenuti, di tipo "F" o di altra natura. "È proprio come le Olimpiadi, – ha detto un agente che preferisce non essere citato –il governo vuole controllare il numero di stranieri presenti in Cina per il Sessantesimo anniversario. Meno sono e più è facile controllarli". Fonti diplomatiche italiane fanno sapere di non avere ricevuto, finora, alcuna lamentela in merito alle nuove limitazioni, così come la Camera di Commercio Italiana in Cina e la European Chamber of Commerce in China. "Non siamo in possesso di dati sull'impatto economico che le restrizioni dell'anno scorso hanno comportato nei confronti della nostra comunità d'affari" rende noto inoltre lo staff della Camera di Commercio Italiana in Cina. Il visto "F",  o business, è quello più utilizzato dagli stranieri che lavorano in Cina o che vi si recano per motivi di studio per un periodo inferiore a sei mesi; le lettere che contraddistinguono gli altri visti generici sono "Z" (per lavoratori assunti da ditte cinesi), "L" (turistico) e "X" (studenti con residenza superiore ai sei mesi). Le misure introdotte l'anno scorso, da più parti definite "draconiane", avevano causato numerosi problemi alla comunità degli espatriati, e anche ai turisti. La situazione si era più o meno normalizzata nell'ottobre 2008. Almeno finora: il Sessantesimo della Repubblica Popolare Cinese sarà esattamente come le Olimpiadi del 2008? Nessuno, al momento, è in grado di dirlo.